Un viaggio nei linguaggi del cinema.
Quando vivevo a Parigi, frequentare i cinema d’essai era quasi un rituale. Andavamo regolarmente a vedere film in versione originale, anche quelli indiani o asiatici, ovviamente sottotitolati.

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Ogni proiezione era un viaggio: ci sembrava di essere catapultati in un altro paese, immersi nelle sue voci, nei suoi ritmi, nella sua realtà. E il viaggio continuava anche dopo: uscivamo dal cinema e andavamo a mangiare piatti tipici del paese che avevamo appena “visitato” sullo schermo. Volevamo vivere l’esperienza fino in fondo, immergerci totalmente in essa.

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Non era solo curiosità culturale: era un modo autentico di condividere emozioni, riflessioni, sogni di viaggio. Quel film diventava una porta su altri mondi, e spesso una scintilla per scegliere la meta delle nostre prossime vacanze.
A dire il vero, i film doppiati in francese erano insopportabili, soprattutto le commedie e i film d’azione: perdevano completamente ritmo e naturalezza.

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Ma poi, una volta arrivato in Italia, ho dovuto rivedere molte delle mie certezze sul doppiaggio.
L’Experience Teller torna a scuola.
La mia curiosità mi ha riportato tra i banchi di scuola, ma varcare la soglia di una sala di incisione in “Voice Art Dubbing” ha alzato decisamente il livello.

Foto Voice Art Dubbing
Assistere a una sessione di doppiaggio dal vivo, guidata da un giovane professionista come Andrea Lopez — preparato, diretto e straordinariamente talentuoso — è stato un vero scossone emotivo. Senza troppi convenevoli, mi ha coinvolto subito: microfono acceso, copione in mano, immagini sullo schermo. Nessuna introduzione, nessuna rete di sicurezza. Solo azione.

Autoscatto
Nonostante la mia solida esperienza come public speaker, tra palchi teatrali e tante interviste nel mio passato professionale, credetemi, mi sono trovato in seria difficoltà.

FFG con Riccardo
Sincronizzare la voce con il labiale, entrare nel ritmo, rispettare tempi, intenzioni, pause, guardare copione e video simultaneamente… è tutta un’altra dimensione comunicativa. E sì, ve lo devo confessare, ho fatto una bella figuraccia! Soprattutto davanti a studenti come Emanuel e Giovanni — preparatissimi — che ho poi avuto il piacere di intervistare.

Intervista a Emanuel
Emanuel, alla domanda “Che tipo di doppiaggio preferisci?”, mi ha risposto senza esitazione:
i cartoni animati.
La sua motivazione mi ha molto colpito:
“A loro dobbiamo dare un’anima, perché non ne hanno.”
Una verità semplice, ma potentissima. Non ci avevo mai pensato.

FFG durante le prove
Se c’è qualcosa che mi porto a casa da questa bellissima esperienza, è che il doppiaggio non è solo tecnica vocale: è un esercizio profondo di consapevolezza. Ti obbliga a uscire dalla tua zona di comfort, a confrontarti con la tua voce in modo nuovo, diretto, autentico.
È anche — sorprendentemente — un percorso di autostima. E non lo dimenticherò.
La valenza psicologica del doppiaggio.
Intervistare Andrea Lopez è stato un incontro vero e spontaneo.

Foto Andrea Lopez
Un professionista dalla voce inconfondibile, erede di una dinastia di grandi doppiatori — figlio, nipote, fratello d’arte — e oggi, lui stesso, una figura di riferimento nel mondo del doppiaggio italiano. Ma quello che mi colpisce di più è la sua seconda vocazione: la formazione.

Andrea con lo Zio Massimo e il fratello Gabriele
Andrea non si limita a insegnare la tecnica. Aiuta giovani a trovare la loro voce autentica, non solo davanti a un microfono, ma dentro di sé. Lavora con ragazzi che affrontano dislessia, balbuzie, inflessioni dialettali marcate, ma anche con persone con disabilità. E lo fa con uno sguardo che va oltre il limite visibile, cogliendo in ciascuno un potenziale espressivo nascosto, da far emergere con pazienza e passione.

Foto Andrea Lopez
Con lui si parla di voce, ma anche di ascolto, di ritmo, di come la parola scritta possa essere più precisa e quella parlata più istintiva. È quando si tocca l’argomento musica che accade qualcosa: Andrea si accende. Anche musicista, descrive il lavoro sul testo come se fosse uno spartito:
“Il copione di montaggio è come una partitura. Va sentito, non solo letto.”

Foto Andrea Lopez
I suoi metodi sono concreti, quasi artigianali: insegna il controllo del diaframma, il sostegno del suono, la lettura espressiva ad alta voce, la ricerca dell’emozione attraverso il proprio vissuto.

Foto FFG
E poi c’è la famigerata “matita in bocca”: un esercizio fisico, tecnico, ma soprattutto emotivo, che ti obbliga a mettere corpo e anima in ogni parola.
Quando gli chiedo del futuro del doppiaggio, Andrea è diretto, netto:
“Le sfumature dell’anima sono infinite. L’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire la bellezza delle piccole imperfezioni umane.”
In quella frase c’è tutto il senso autentico del suo lavoro: un’arte fatta di dettagli, vibrazioni, verità. Una professione che, se fatta con consapevolezza, ti cambia la voce — e molto spesso, anche la vita.
Una chiacchierata che mi ha allungato la vita.
Ho sempre avuto una passione viscerale per la pubblicità. A Parigi, non ero certo l’unico: in quegli anni, l’energia creativa era ovunque. Una sera, durante una proiezione dei leggendari “Publivores” (in Italia la famosa Notte dei Pubblivori), mi sono imbattuto nello spot “Una telefonata allunga la vita”.

Foto Backstage riprese spot SIP su frigorifero di Massimo Lopez
È stato lì che ho scoperto Massimo Lopez. Da quel momento ho iniziato a seguirlo, soprattutto nella sua avventura con il Trio, che ha segnato un’epoca straordinaria.

Foto di Massimo Lopez del TRIO
Massimo è un talento puro, istintivo, impossibile da ingabbiare in una definizione. Lui stesso lo dice con autoironia durante l’intervista:
“Passavo dall’attore shakespeariano a fare il cangurotto.”

Foto di Massimo Lopez
Ricorda divertito anche il suo primo “banco di prova” da bambino:
“Ero a messa, e quando toccava a me leggere il testo, già imitavo il prete.”
L’intervista è stata un mix irresistibile di ironia travolgente e riflessioni profonde. Parlando del futuro della sua professione, Massimo non gira intorno al punto:
“L’AI ci sta superando, perché noi stiamo diventando più cretini.”
Il problema non è la tecnologia in sé, dice, ma il fatto che abbiamo smesso di allenare la mente, lasciandoci guidare passivamente da algoritmi e social media. La sua frase “Intelligenza artificiale e idiozia reale” è una provocazione brillante e amara, che merita grande attenzione.

Screenshot intervista FFG
Ed è proprio per questo che, quando insegna ai più giovani, insiste sull’importanza di coltivare la fantasia, di rallentare, di sognare, e soprattutto di confrontarsi con gli altri, non con lo schermo di un cellulare sempre in mano.

Foto di Massimo Lopez
Dopo questa riflessione, quasi malinconica, ho voluto chiudere l’intervista su una nota più leggera. Gli ho chiesto un’imitazione. E lui, partendo da quella famosa scena del “prete a messa” della sua infanzia, ci ha regalato un viaggio spassosissimo attraverso ben tre papati.

Foto di Massimo Lopez con Woody Allen
Guardatela. È uno spasso assoluto.
Umanità: una parola con tante sfumature.
La Francia è la mia seconda casa. Ogni weekend accompagnavo ragazzi con sindrome di Down insieme a un gruppo di amici. Non era solo volontariato, ma una vera scuola di vita. Quei momenti mi hanno trasformato. La loro energia, spontaneità e gioia di vivere sono stati un dono per me. Ricordo quei venerdì mattina nella metro di Parigi: volti spenti, silenzio irreale. Poi arrivava il weekend con loro, e la domenica sera tornavo a casa carico, entusiasta e con il cuore più leggero.

Foto FFG e ragazzi con sindrome di Down
Andrea Lopez ha detto una frase che sento anche mia: “Mi sono sentito utile.”
Dare, in un mondo che ci abitua a prendere, è un atto rivoluzionario. E ti arricchisce, sempre. È stato emozionante entrare nella sede dell’associazione L’Arte nel Cuore e incontrare Emanuela Annini e Giordano Capparucci, che ho avuto il privilegio di intervistare.

Screenshot intervista Emanuela
Emanuela parla con orgoglio: è la prima doppiatrice italiana con sindrome di Down, dal 2020. Giordano è l’incarnazione dello spirito di squadra — un concetto spesso abusato nel mondo aziendale, ma che lì, tra quelle mura, prende finalmente forma e significato autentico.

Screenshot intervista Giordano
Entrambi sono attori già affermati. Li avete visti in Detective per caso, uscito in 200 sale italiane con Claudia Gerini, Valerio Mastandrea e molti altri nomi del cinema italiano.

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E il prossimo 19 giugno saliranno sul palco dell’Olimpico con La Tempesta di Shakespeare.

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Vi consiglio di non perderlo. Infine, ho conosciuto chi ha reso possibile tutto questo: Daniela Alleruzzo, fondatrice e presidente di L’Arte nel Cuore.

Screenshot Daniela
Una donna carismatica, determinata e profondamente umana. La sua intervista è un pugno nello stomaco, ma al tempo stesso una carezza sul cuore:
“Oggi, per essere disabili in una società come questa, bisogna essere supereroi.”

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E ha ragione quando dice :
“L’arte deve essere uno spiraglio di luce”.
È stato un incontro che mi ha toccato profondamente, perché mi ha ricordato quanto sia fondamentale dare voce a tutte le bellissime sfumature di cui è ricca l’umanità.
Questo weekend, ascoltiamo le nostre emozioni.
Rendere visibile la voce non è affatto facile. Eppure, la voce ha un impatto visivo potentissimo: ci fa immaginare volti, corpi, atmosfere. Quante volte vi è capitato di ascoltare un cantante alla radio e costruirne nella mente l’aspetto fisico?

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Massimo Lopez lo riassume alla perfezione:
“Quando devo doppiare un personaggio robusto, mi sento gonfio anch’io.”
La voce non è solo suono: trasforma il corpo, condiziona la percezione.
Da questa riflessione nasce la mia idea di sperimentazione. Sui miei canali social — Facebook e Instagram — pubblicherò una serie di immagini, e farò il percorso inverso: non userò la voce per evocare immagini, ma userò le immagini per evocare suoni, concetti ed emozioni.
Un dialogo nuovo, sensoriale, tra ciò che si vede e ciò che si sente. Un altro modo di ascoltare. E un altro modo di guardare.
Andiamo oltre le parole. Oggi è FRAday.

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Cristiana Giugno 13, 2025
Sempre interessanti le tue interviste perché sai scegliere le domande giuste che aprono a un dialogo sincero e profondo mai banale. Emergono i valori e le vere motivazioni che guidano le scelte che ci aiutano a comprendere noi stessi e ad aprirci con curiosità a qualunque tipo di diversità e potenziale espressività esistenti in ogni persona
FFG Giugno 14, 2025
Grazie Cristiana avevo davanti la persona giusta!
Roberta Giugno 14, 2025
Che magia questo tuo FRAday! Ci conduci nel mondo onirico dei doppiatori, presenze apparentemente invisibili e trasformisti della voce, e dai volto alle loro intonazioni che danzano tra i silenzi, ricostruendo come in un puzzle infinito la loro vocazione artistica più che di doppiatori di “doppiattori”.
Voci in prestito che nel tuo FRAday smettono di entrare e uscire dai personaggi dello schermo e finalmente grazie a te si riappropriano della loro voce, della loro anima.
Interessantissime anche tutte le tue interviste. Domande intriganti con risposte che sono emozionanti echi di tanti altri mondi. Anche musicali, con le voci dei doppiatori che si trasformano in spartiti musicali e che danno ragione a quanto affermava Richard Strauss: “La voce umana è lo strumento più bello di tutti, ma anche il più difficile da suonare”.
FFG Giugno 14, 2025
sempre commenti emozionanti grazie Roberta
Gabriele Giugno 14, 2025
Bellissima prospettiva, la voce che ritorna centro nevralgico e veicolo di emozioni , stato d’animo e consapevolezza di sé. L’essere umano è complesso e mutevole , non potrà facilmente essere surclassato dalle macchine.
FFG Giugno 14, 2025
grandissima famiglia Lopez!
DAVIDE GIRALDO Giugno 21, 2025
Fantastico Francesco! affrontare l argomento voce, elemento cardine dell evoluzione umana, in questo modo é stato molto emozionante per me,
entrare cosi nell intimo con un professionista del calibro di Massimo Looez, porta sempre a spunti di riflessione potentissimi! da appassionato di cinema ho viaggiato con la mente ripensando alla voce nel cinema quanto é importante..e un elogio alla scuola italiana di doppiaggio, che ci ha regalato emozioni indelebili nella nostra memoria, non sono così convinto che AI possa arrivare a questo…come si fa a trasmettere emozioni se non si provano emozioni? grazie come sempre per questi momenti di riflessione
FFG Giugno 21, 2025
Grazie Davide
Giorgio Bonetti di Rovato Giugno 16, 2025
Ho sempre riconosciuto la grande difficoltà del ” lavoro del doppiatore “. Non si limita a copiare il labiale, ma penso che la bravura sia anche quella di riuscire a “entrare nel personaggio ” completamente. Lopez è sicuramente un grande e ottima la tua immersione in questo mondo. Un saluto.
FFG Giugno 21, 2025
Grazie Giorgio
DAVIDE GIRALDO Giugno 21, 2025
Splendido viaggio nel mondo della voce! sempre molto abile a toccare tematiche ricche di spunti di riflessione, bellissimo entrare cosi nel profondo con un professionista del calibro di Massimo Lopez ! emozionante come sempre! da appassionato di cinema ho molto apprezzato l argomento, ho imparato cose nuove e mi sono emozionato, dubito che AI possa emozionare a tal punto!
Marco Romano Giugno 22, 2025
Impeccabile oratore , mai banale, grande Francesco!
FFG Luglio 2, 2025
grazie marco
Alessandro Mannucci Giugno 22, 2025
Grazie Francesco , i tuoi scritti sono sempre emozionanti. Oggi vorrei evidenziare quanto hai detto sul doppiaggio : grandi professionisti che valorizzano il lavoro. Divertente, ma no solo, il commento preferisco fare il doppiaggio ai cartoni animati… bellissimo
Grazie Francesco
FFG Luglio 2, 2025
grazie alessandro
Mario Luglio 19, 2025
Davvero molto interessante Francesco, ho letto tardi questo tuo racconto, ma sono molto contento di averlo fatto
FFG Luglio 19, 2025
grazie Mario