I luoghi della propria infanzia hanno un fascino magico.
Ancona è uno di questi. Ci sono ritornato più di un mese fa, in pieno inverno, eppure mi sono sentito accolto con lo stesso calore di quelle fantastiche estati di tanto tempo fa, quando il sole e il mare delle Marche scandivano le vacanze estive della mia famiglia.

Foto FFG – Portonovo
Io e i miei fratelli ci spostavamo continuamente da un paese all’altro, a causa del lavoro di mio padre: Algeria, Belgio, Stati Uniti, Lussemburgo, Italia, Canada, Austria, Regno Unito, Francia, Turchia… L’unico momento di tregua era proprio l’estate, quando partivamo per le ferie: due settimane a Platteville, in Francia, dai nonni materni,

Platteville
e due settimane ad Ancona, dai nonni paterni.

Foto Luigi FG – noi con nonni paterni
La campagna francese e il mare italiano. Inutile dirlo, noi preferivamo di gran lunga la seconda parte dell’estate.

Foto Luigi FG
Guardare le foto di allora mi fa sempre un certo effetto. I ricordi riaffiorano come schizzi d’acqua fresca sulla pelle arrossata, riportandomi a quei giorni spensierati, pieni di risate, salsedine e giochi sotto il sole.

Fratelli FG a Portonovo
Un lungo viaggio verso la libertà.
Eravamo una famiglia numerosa, ma disciplinata. Il giorno della partenza per Ancona era scandito da gesti rituali e da una perfetta organizzazione, a dir poco “militaresca”: la macchina si riempiva di bagagli e di bambini, con un ordine e una precisione “millimetrica”.

Figli FG e cugini francesi
Dopo aver salutato nonni e cugini francesi, saltavamo in auto, emozionati e pronti a iniziare le nostre vere vacanze, fatte di sole, mare e di quel senso di libertà che solo l’Italia sapeva regalarci.

Nonni paterni davanti a Platteville
Si, perché trascorrere le prime due settimane a Platteville nel castello della famiglia di mia madre non era certo una passeggiata… per noi bambini, più che una residenza regale, sembrava una grande caserma, con regole severe e orari inflessibili.

Foto FFG – Platteville
Mia madre aveva cinque fratelli e sorelle, ognuno con almeno tre figli, quindi ogni giorno ci ritrovavamo tutti nel vasto parco intorno al castello e, in base all’età, formavamo piccole e chiassose truppe d’assalto, pronte a sfidarsi in divertenti guerre immaginarie.

3 fratelli FG davanti a Platteville
Ovviamente tutto questo accadeva sotto gli occhi vigili dei nostri genitori, soprattutto di mio padre, che da classico “italiano” temeva di fare brutta figura con la famiglia francese!

Famiglia francese a Platteville
Ma chi temevamo davvero, era senza alcun dubbio nostro nonno, ex colonnello, che ci guardava con un ciglio sempre sollevato e quell’aria severa che ci incuteva timore anche nei momenti più spensierati.

Foto FFG – nonno francese con mia madre
Pensate, infatti, a cosa poteva accadere se per qualche motivo, anche banale, arrivavamo tardi a pranzo: rischiavamo di non mangiare per tutto il giorno e non c’era alcuna scusa che tenesse!

Platteville – lato parco
Fortunatamente le prime due settimane di ferie passavano velocemente. Per noi cinque fratelli era una vera e propria liberazione.

Foto FFG – Platteville
Moscone, mare e vita da spiaggia.
I bambini sono molto più istintivi degli adulti. Passare da un antico castello, risalente alla Guerra dei Cento Anni, a una villa più semplice, meno affascinante, ma più accogliente e familiare, era per noi come fare un salto in un mondo totalmente diverso.

Foto FFG – Scale Platteville
Dal silenzio interrotto solo dallo scricchiolio dei nostri timidi passi sulle scale in legno, passavamo a una vita più leggera, rumorosa e solare.

Foto Luigi FG – 5 fratelli FG ad Ancona
Mio fratello Ranieri, nei suoi momenti di malinconia, ricordava soprattutto il calore dell’Italia. Le dolci colline marchigiane erano impresse nella sua memoria, come testimoniano i suoi dipinti.

Dipinto Ra FG – paesaggio Marche
Anche mia madre, cresciuta sotto la rigida educazione del padre nel castello di Plateville, si trasformava completamente sotto il sole italiano: prendevamo il moscone, superavamo gli scogli e ci tuffavamo ridendo.

Noi sul moscone ad Ancona
Per mio padre, invece, poco cambiava: da grande intellettuale, gli bastavano libri e giornali per riempire le sue giornate di vacanza.

Foto FFG
Il lato selvaggio delle nostre vacanze.
Estate dopo estate, la nostra sete di avventura cresceva insieme a noi.

Foto FFG – Portonovo
Ricordo che partivamo da Portonovo, percorrendo a piedi la costa del Monte Conero per poi lanciarci in lunghe nuotate, passando per la Vela, l’Isola dei Gabbiani, fino a raggiungere le splendide Due Sorelle.

Foto FFG – Portonovo
Questo luogo incantevole, accessibile solo via mare (o per chi osava, via montagna), non ci ha mai fermato.

Foto FFG – Monte Conero
Il nostro spirito d’avventura non conosceva limiti. Ranieri, il nostro leader e nuotatore eccezionale, ci guidava lontano dalla folla, verso angoli sperduti e incontaminati, dove il mare era nostro e solo nostro.

Foto FFG – La Vela
Le falesie bianche e il mare blu, incredibilmente limpido, erano il nostro scenario quotidiano.
Nuotavamo per ore, poi, con Ranieri, raggiungevamo gli amici sulla spiaggia di Numana, pronti a organizzarci per la serata. Coperti di salsedine, ci sciacquavamo velocemente sotto la doccia della spiaggia, prima di vestirci per la notte che ci aspettava.

Ra ed io
La costa selvaggia del Monte Conero per moltissimo tempo è stato il nostro rifugio, dove ci sentivamo liberi e avventurosi. Qui tutto era possibile. Qui non c’erano regole. Ma soprattutto, qui era tutto da vivere ed esplorare.

Foto FFG – Portonovo
Un misterioso angolo cittadino: il Passetto.
Ci sono luoghi che si apprezzano con gli occhi e altri con le contrastanti sensazioni che evocano all’interno di noi. Ancona fa parte di questa seconda categoria di luoghi.

Foto FFG – Passetto
Sebbene i miei ricordi d’infanzia siano legati soprattutto alle località balneari del Conero, c’è un posto che nel corso degli anni, in età più adulta, mi ha letteralmente rubato il cuore. Si tratta della spiaggia rocciosa del Passetto, situata nel quartiere Adriatico a due passi dal centro.

Foto FFG – Passetto
Scendendo l’imponente scalinata di marmo bianco a picco sul mare si arriva in uno degli angoli più suggestivi e pittoreschi della città, costellato di tantissime grotte scavate nella roccia che un tempo servivano ai pescatori.

Foto FFG – Passetto
Esplorare il Passetto è un’esperienza unica e un raro esempio di “architettura spontanea” perfettamente integrata con l’ambiente naturale circostante: dietro ogni porta colorata si aprono mondi diversi, vivaci e ricchi di umanità.

Foto FFG – Passetto
Qui si respira la vera Ancona: quella delle tradizioni marinare, della salsedine sulla pelle e di un legame profondo con il mare.

Foto FFG
Non è una spiaggia convenzionale, ma l’atmosfera che vi si respira è davvero particolare, come se il tempo si fosse fermato. Soprattutto d’inverno, quando il luogo è deserto, l’aria è impregnata di magia.

Foto FFG – Passetto
A tratti, sembra di trovarsi su un set cinematografico o addirittura sulla Luna, dove ogni roccia e ogni onda raccontano una storia silenziosa e senza tempo.

Foto FFG – Passetto
Questo weekend d’inverno, navighiamo insieme nei ricordi delle nostre estati.
Parlare di mare mentre la maggior parte delle persone si sta godendo il weekend sulla neve, è sicuramente una scelta controcorrente. Chi di voi mi conosce, sa che è una mia caratteristica. Ma ditemi la verità, quanti di voi amano passeggiare al mare anche d’inverno? Che emozioni vi evoca?

Foto FFG – Portonovo
Se volete raccontarmi le vostre storie di mare, sono qui pronto ad ascoltarle, come quando eravamo piccoli e appoggiavamo la conchiglia sul nostro orecchio per sentire il suono delle onde, immaginando avventure lontane.

Foto FFG – Passetto
Per sbirciare nei miei ricordi fotografici vi invito a visitare i miei canali social Facebook e Instagram.
Tuffiamoci nel nuovo anno. Oggi è FRAday!

Foto FFG – Passetto
Marco Gennaio 31, 2025
Grazie caro amico mio per questo commovente viaggio alla ricerca del tempo perduto. Il mare parla con parole lontane, dice cose che nessuno sa. Soltanto quelli che conoscono l’amore possono apprendere la lezione dalle onde. Perché sono quelli che, come te, come me, hanno il movimento del cuore. ti abbraccio forte.
FFG Gennaio 31, 2025
Grazie fratello
Roberta Febbraio 6, 2025
Con il tuo FRAday così poetico questa volta ci fai viaggiare con la macchina del tempo tra due mondi sospesi, quello dell’infanzia e quello dell’estate dove tutto da bambini sembrava possibile. Dove le giornate erano scritte sempre in corsivo e le emozioni seguivano l’andamento del sole e delle maree.
I tuoi “souvenir d’enfance” raccontano un mondo delle meraviglie, anzi due, il primo austero e quasi irreale di uno château dove bastava uno scricchiolio per accendere l’immaginazione e farvi vivere avventure da piccoli moschettieri. Dal castello incantato ai castelli di sabbia, alla salsedine, alla musica del mare, all’estate selvaggia e un po’ guascona a tutto volume.
I tuoi ricordi avvolti di tenerezza e di così tante suggestioni, riaccendono i nostri perché leggere questo FRAday è come sfogliare, riga dopo riga, un album di fotografie, di quelli che tutti abbiamo nelle case dei nostri genitori e che temiamo di aprire per non farci travolgere dalla nostalgia, oppure che conserviamo nei cassetti della nostra memoria, con gli scatti di famiglia che fissano la vita in ricordi e i ricordi in eternità.
Ed è anche una riflessione sulla nostra evoluzione da bambini ad adulti, quando le strade si dividono e si diventa grandi, con alcuni di noi che rimangono gli eterni bambini delle estati al mare e molti altri che, invece, alzano il ponte levatoio sull’età dei sogni. Perché aveva proprio ragione Antoine de Saint-Exupéry quando ne Il piccolo principe scriveva: “Tutti gli adulti sono stati bambini ma pochi se ne ricordano”.
Francesco Febbraio 6, 2025
Grazie Roberta sempre emozionante leggere i tuoi commenti