Ritornare alle vere connessioni, fuori dalla rete.

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In un mondo iperconnesso, dove le relazioni si misurano in like, follower e condivisioni, c’è qualcosa che continua ad avere un valore speciale: ritrovarsi.

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Ritrovare il tempo per sé e le proprie passioni.
Ritrovare il piacere di parlare senza guardare il cellulare.
Ritrovare un’amicizia che gli anni avevano allontanato.

È proprio quello che è successo a Yanil e a me, quando le nostre strade si sono incrociate di nuovo, dopo più di trent’anni.

Ci eravamo conosciuti quando lavoravo a Francoforte, poi, come spesso accade ci siamo persi di vista e ritrovati sui social.

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Dopo aver letto il mio FRAday “Umbria Reset”, Yanil mi ha inaspettatamente contattato chiedendomi di rivederci e di ascoltare la sua storia di resilienza e trasformazione.

Così, senza farmelo ripetere due volte, sono volato a Barcellona per riabbracciare la mia cara amica e conoscere da vicino il progetto che sta portando avanti.

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Si tratta di una storia che parla di cambiamento, di consapevolezza e, soprattutto, di riconnessione.

Che oggi sono felice di poter condividere con tutti voi.

Abbracciare una nuova direzione.

Yanil Motter è una professionista e un’imprenditrice con un percorso internazionale, costruito nel tempo attraverso lingue, culture, relazioni ed esperienze diverse.

Con la sua società Comunicando si occupa di traduzione, interpretariato, formazione e consulenza, mettendo in “dialogo” persone, competenze e mondi apparentemente lontani.

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Parla italiano, spagnolo, inglese, tedesco e catalano. Ma conoscere più lingue non significa soltanto saper comunicare. Significa, innanzitutto, imparare a osservare la realtà da prospettive differenti ed esplorare nuove possibilità.

E proprio grazie a questo approccio aperto all’ascolto e alla capacità di guardare oltre i propri confini, che Yanil a un certo punto ha deciso di cambiare direzione.

Foto FFG

Da questa sua consapevolezza nasce DNA – Design, Nature, Art: una nuova società e, insieme, un nuovo capitolo della sua vita.

Tre elementi, tre linguaggi, connessi tra loro in un’unica visione.

Il Design che crea lo spazio e orienta il modo in cui viviamo le relazioni.

Foto FFG

La Natura che coinvolge i sensi, riporta il corpo ai suoi ritmi e restituisce equilibrio.

Foto YM

L’Arte che emoziona, stimola il pensiero, fa riflettere e apre nuove prospettive.

Foto arte Duvan

Insieme, questi tre elementi danno vita a esperienze immersive pensate per rallentare, ascoltarsi dentro e osservare le cose da un punto di vista diverso.

Non si tratta semplicemente di luoghi da visitare o in cui soggiornare. Ma di contesti progettati per essere vissuti: spazi capaci di creare connessioni tra ambiente, persone ed emozioni.

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Ho avuto la possibilità di vivere l’esperienza direttamente nella sua splendida location, immersa nella bellissima natura catalana.

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Dopo circa una settimana ne sono uscito con una sensazione precisa: qualcosa dentro di me si era rimesso in movimento.

Vivere “interior-mente” il DESIGN.

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Ho sempre amato il Design.

Del resto, non è un caso se molti miei FRAday sono stati dedicati a questo argomento (consiglio a chi non l’ha ancora letto “To be or not to be project” sul Fuorisalone di Milano).

Devo ammetterlo, ciò che mi affascina è il Bello, soprattutto quando non si limita a essere semplicemente contemplato, ma incontra il comfort, dialoga con lo spazio e riesce a farci stare bene.

Foto YM

È per questo motivo che ho subito compreso la scelta di Yanil e la filosofia alla base del suo progetto.

Nella sua location ha creato un ambiente bello, accogliente e, soprattutto, vivo. Uno spazio non pensato per restare “immobile”, ma per cambiare insieme alle persone.

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La sua idea è semplice e proprio per questo potente: la bellezza non è solo estetica. Può influenzare i nostri stati d’animo, favorire il nostro benessere, aprirci agli altri e creare connessioni.

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Questa sua filosofia è racchiusa in ogni dettaglio ed elemento dell’arredamento. Yanil ha persino messo le rotelle sotto tutti i mobili. Una scelta che a molti potrebbe sembrare a esagerata, ma che invece è funzionale alla sua idea di un design che si muove e cambia, così come cambiamo noi.

Foto YM

In poco più di mezz’ora l’ho vista spostare, ricomporre e trasformare l’ambiente davanti ai miei occhi. La stessa stanza ha assunto un’atmosfera diversa, ha iniziato a comunicare in un altro modo e a dialogare con me.

Foto FFG

Ho visto uno spazio diventare un altro.

Ed è proprio questo che mi ha più colpito: ossia che nulla è definitivo. Tutto può muoversi, cambiare e adattarsi alle persone e all’esperienza che si desidera creare. Lo spazio, infatti, non impone una forma unica, ma si mette in ascolto di chi lo attraversa.

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Sempre partendo dalla bellezza.

Perché circondarsi di bellezza fa bene allo spirito, ma anche al modo in cui pensiamo, sentiamo e ci relazioniamo con gli altri.

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Un’idea semplice e decisamente intrigante, in cui design, bellezza, comfort ed esperienza personale si incontrano per dare vita a qualcosa di dinamico, autentico e profondamente umano.

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Ma per capire davvero questa filosofia, lascio la parola a Yanil nella sua intervista.

Respirare l’energia della NATURA.

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La bellezza, da sola, non basta.

Per esprimere davvero il suo potenziale ha bisogno della NATURA. Quella autentica e vitale, capace di rigenerarci nel corpo e nella mente.

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Per questo Yanil sceglie luoghi immersi nel verde, dove il benessere non è una promessa astratta, ma un’esperienza concreta, fatta di gesti semplici e sensazioni profonde.

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Si mangia bene, si respira aria pulita, si medita tra gli alberi, si ascolta il silenzio. Ci si concede il tempo di osservare ciò che soltanto la natura sa regalarci: la luce che cambia, il vento tra le foglie, il ritmo delle stagioni.

Foto YM

A volte basta semplicemente sdraiarsi su una bellissima amaca, costruita con una struttura che ricorda una nave vichinga, per lasciarsi andare e salpare verso una nuova avventura…

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Qui Design e Natura convivono in perfetto equilibrio.

Gli elementi non si impongono sul paesaggio, ma dialogano con esso, creando uno spazio capace di accogliere, sorprendere e trasformarsi.

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E il cambiamento si sente. Chi arriva da Yanil porta con sé un ritmo, chi riparte ne porta un altro.

Più lento. Più consapevole. Più leggero.

La natura si fa sentire anche attraverso Onix e Terra: un mastino dei Pirenei e una border collie.

Due cani bellissimi, affettuosi e sempre presenti.

Foto FFG

Ai ladri, però, consiglio un’altra destinazione! 😄

Poi ci si ferma. Si parla. Si ascolta.

E arriva il matcha latte, che per Yanil diventa anche un piccolo rituale: un momento per stare insieme, incontrarsi e creare relazioni.

Perché qui la bellezza non è soltanto ciò che si vede.

Foto FFG

È ciò che si respira e che ti rimane dentro.

Incontrare la meraviglia dell’ARTE.

L’esperienza con DNA è stata anche un susseguirsi di incontri straordinari.

Foto Google

A Sant Pol de Mar ho conosciuto Monika Caravaca Sanchez, che si occupa di costellazioni familiari.

Monika Caravaca Sanchez

Una persona di grande spessore e sensibilità, accompagnata da un marito che sembrava uscito da un romanzo di Hemingway: un vero lupo di mare.

Ma l’incontro che più mi ha colpito è stato quello con Duván López e Alberto Duval, a Besalú.

Besalú è un luogo che vi consiglio di visitare. Pietra, storia, ponti, e silenzi compongono una bellezza medievale autentica, capace di farti naturalmente rallentare per goderti ciò che ti circonda.

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È qui che ho incontrato Duván López, artista colombiano poliedrico: pittore, scultore, designer, poeta. La sua ricerca attraversa linguaggi diversi e prende forma attraverso oggetti, installazioni e opere digitali.

DUVAN LOPEZ

Ciò che mi ha interessato non è soltanto la varietà di tecniche che utilizza, ma la sua esperienza umana e artistica.

Duván ha vissuto per un periodo nella Sierra Nevada di Santa Marta con gli Arhuaco, una comunità indigena che ha mantenuto un rapporto profondo con la natura e con la sua dimensione spirituale.

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Ha ascoltato, osservato e partecipato alla loro vita e alle loro cerimonie.

Un’esperienza che ha lasciato un segno profondo in lui, influenzando il suo modo di vedere e di fare arte.

Dipinto Duván López

Mentre lo ascoltavo, una frase mi è rimasta particolarmente impressa:

L’arte non nasce solo dalla tecnica. Nasce anche da ciò che abbiamo vissuto.

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Da questa visione nasce Biofilia y Arte, un progetto che mette in relazione arte, natura, neuroscienza e salute per esplorare il rapporto tra esperienza estetica e benessere.

Le opere di Duván sono intense.

Dipinto Duván López

Ma non è questo l’aspetto che ha destato la mia attenzione.

Hanno presenza. Non si limitano a occupare uno spazio. Sembrano abitarlo. Ti chiedono di fermarti, di interiorizzare le immagini e di ascoltare ciò che suscitano.

Dipinto Duván López

Tra tutte, una mi ha colpito più delle altre: La giungla.

Dipinto Duvan Lopez

Davanti a quella tela ho avuto una sensazione precisa. Non sembrava di guardare semplicemente un dipinto, ma di essere entrato in un luogo vivo e non addomesticato, vibrante di colori, suoni, emozioni.

Sentite cosa ha da raccontarci in questa intervista (spagnolo con sottotitoli italiani)

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Cambiare prospettiva in soli tre giorni.

L’attività di Yanil va oltre la classica organizzazione di ritiri, eventi e viaggi. Crea infatti percorsi personalizzati pensati per aiutare le persone a fermarsi, ascoltarsi e guardare la vita da un’altra prospettiva.

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Per capire meglio cosa lasciano queste esperienze, ho deciso di ascoltare chi le ha vissute. Fra tutti ho scelto la storia di Uwe.

Uwe Kuechler, Senior Consultant, ha lavorato per 30 anni nel mondo IT, prima in Oracle e poi in Amazon. Una carriera importante, costruita con impegno e responsabilità.

A un certo punto, però, si è reso conto che il lavoro occupava troppo spazio nella sua vita.

Ha sentito il bisogno di fermarsi.

Di cambiare prospettiva.

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La sua esperienza con DNA è durata tre giorni, immerso nel DESIGN, nella NATURA e nell’ARTE.

Il percorso è iniziato con un incontro individuale con la Terapeuta, formatrice e guida Carol Mateos (il cui ruolo è quello di accompagnare le persone verso consapevolezza, equilibrio e trasformazione interiore, e fa parte di una corrente chiamata, guarda caso, “Anima”), per mettere a fuoco bisogni, aspettative e domande.

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Poi sono arrivate le meditazioni, le conversazioni e il confronto con gli altri partecipanti.

Per Uwe, la location ha fatto la differenza. Essere circondato da questi tre elementi lo ha aiutato a sentirsi a proprio agio e ad abbassare quelle barriere che spesso ci impediscono di guardarci davvero dentro.

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Non è arrivato con un obiettivo preciso. Non cercava una risposta.

È arrivato con delle domande.

Ed è ripartito con qualcosa di più importante: una direzione sua, più chiara.

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Oggi dice di aver trovato un equilibrio migliore tra lavoro e vita privata.

E c’è un dato che mi ha particolarmente stupito: lavorando meno, è riuscito a essere più produttivo e, allo stesso tempo, a vivere meglio la sua vita personale.

In questa intervista Uwe racconta la sua esperienza.

Per me questa è la vera forza di DNA: non dirti cosa devi cambiare, ma creare le condizioni per capirlo da solo.

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Tornare alle radici e all’essenza.

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La storia di Duván nella Sierra Nevada mi ha lasciato una riflessione che va oltre l’arte.

L’incontro con gli Arhuaco mi ha ricordato quanto abbiamo ancora da imparare da popolazioni che hanno mantenuto un rapporto profondo con la terra e con la natura.

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Un sapere che non appartiene al passato e che può diventare una risorsa per il futuro.

Mi è tornato in mente anche Heart Dressed, il documentario alla cui prima proiezione sono stato invitato, che racconta l’incontro tra stilisti internazionali, tra cui Marras e Ferragamo, e comunità indigene di Bhutan, Guatemala, Kirghizistan e Perù.

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L’obiettivo è valorizzare saperi ancestrali, sostenere gli artigiani locali e portarli nella moda contemporanea attraverso nuove forme di collaborazione.

È un approccio che condivido: non andare in un luogo soltanto per scoprirlo, ma per viverlo intensamente.

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E credo che questo sia uno degli elementi che possono rendere ancora più interessanti le esperienze proposte da DNA.

Design, Natura e Arte sono i tre pilastri.

L’incontro con culture e comunità che hanno conservato un rapporto autentico con la natura può diventare un plus, una dimensione ulteriore capace di arricchire il viaggio e ampliare la nostra prospettiva.

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Alla fine, il vero viaggio non è solo andare da qualche parte.
È quello che ti cambia.
Quello da cui torni diverso, con qualcosa in più dentro.

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Questo weekend riconnettiamoci!

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La società di oggi, con i social e l’intelligenza artificiale, ci promette più connessione e produttività. Ma troppo spesso ci lascia dipendenti, distratti e soli.

È tempo di cambiare. Di tornare liberi e di esprimere chi siamo davvero.

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In questo viaggio :

il Design mi ha colpito,

Foto FFG

la Natura mi ha rasserenato

Foto FFG

e l’Arte mi ha fatto riflettere.

Dipinto Duván López

Insieme mi hanno ricordato una cosa semplice: che per stare bene è sufficiente riconnettersi con noi stessi, con gli altri e con ciò che ci circonda.

Vi invito quindi a provare ad allontanarvi dal rumore, dai social e dalla frenesia dello scroll.

Fate un bel respiro e rallentate. Guardatevi intorno. Uscite. Parlate. Ascoltate.

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Ma se proprio non ci riuscite, vi concedo una sola eccezione: potete connettervi con me sui miei social YouTube, Facebook, Linkedin e Instagram, dove troverete interessanti interviste, servizi fotografici ed esperienze su questo tema.

Staccate la spina. Oggi è FRAday!

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