Un’isola magica da vivere attimo per attimo.

Pochissimi luoghi hanno il fascino evocativo di Capri.

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Una piccola e incantevole gemma del Mediterraneo che sin dagli anni ’50 è diventata polo attrattivo esclusivo per artisti, attori, aristocratici e personaggi dello star system internazionale, oltre che meta vacanziera per tutti gli amanti del lusso e del glamour.

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Impossibile dimenticare uno dei capolavori di Jean-Luis Godard “Il Disprezzo”, con la seducente e giovane Brigitte Bardot avvolta in un accappatoio giallo, mentre scende gli scalini della famosa Villa Malaparte seguita dal marito Michel Piccoli, con la splendida vista dei faraglioni che si vede alle loro spalle.

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Una scena resa intensamente drammatica proprio grazie a quel forte contrasto di toni e colori, dove la discesa a mare dei due protagonisti diventa simbolo del degradarsi di un sentimento ormai diventato disprezzo.

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Sono tantissimi i film dell’epoca che hanno contribuito alla indiscussa fama di Capri.

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Ve lo ricordate “L’imperatore di Capri” con Totò mentre gira per le pittoresche stradine dell’isola?

O la mitica scena ambientata in un locale di Capri con la splendida Sofia Loren che si scatena in una conturbante esibizione sulle note di “Tu vuò fà l’americano”?

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Alla ricerca del tempo della leggerezza.

Tutte queste pellicole hanno arricchito il mio immaginario facendomi sognare e idealizzare Capri, prima ancora di vederla e visitarla per la prima volta.

L’occasione è arrivata quest’anno, quando ho deciso di partire per tuffarmi nelle atmosfere leggere e festose della Capri Society…

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Ma una volta messo piede a Marina Grande, il mio entusiasmo a dire il vero si è un po’ ridimensionato e spento.

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Nessuna traccia dello charme di Audry Hepburn, Greta Garbo, Ingrid Bergman, o della raffinata classe di personaggi come Pablo Neruda e Aristotele Onassis, ma orde di turisti chiassosi che si affollavano in negozietti stracolmi di cianfrusaglie.

Nonostante la delusione iniziale, non mi sono scoraggiato e ho scelto di visitare Capri indossando le potenti lenti dell’immaginazione alla ricerca del passato glorioso dell’isola, a partire dalle sue prestigiose ville e indimenticabili scorci.

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A passeggio tra le vere bellezze capresi.

Come nel film “Midnight in Paris” di Woody Allen, ho rivissuto nella mia mente quella magia di un tempo ammirando la bellezza di Capri, oggi sospesa tra le onde tumultuose dei ricordi di una Dolce Vita che non esiste più.

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Tra le sue perle architettoniche c’è sicuramente Villa Lysis, progettata nel 1905 da Édouard Chimot in stile liberty, su incarico del poeta francese, il barone Jacques d’Adelswärd-Fersen, a poca distanza dalla Villa Jovis dell’imperatore romano Tiberio.

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Elegante, eccentrica, lussuosa, riservata, sfarzosa e soprattutto un intimo rifugio per artisti, intellettuali, poeti e scrittori.

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Immergermi per un attimo nella sua magica atmosfera non è stato difficile, perché conserva ancora tutto quel fascino ed esclusività dell’epoca.

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Altra incredibile dimora per la sua vista mozzafiato è Villa San Michele ad Anacapri, costruita su incarico di Axel Munthe, un giovane medico e scrittore svedese che una volta giunto sull’isola, abbagliato da tanta bellezza e luce decise di acquistare il terreno e di realizzare la dimora dei propri sogni.

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Voglio che la mia casa sia aperta al sole, al vento e alla voce del mare, come un tempio greco, e luce, luce, luce ovunque. (Axel Munthe)

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Infine, essendo appassionato di Cinema e Architettura ho raggiunto Villa Malaparte, una vera opera architettonica.

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Non potendola visitare, perché chiusa al pubblico, mi sono addentrato nella folta vegetazione per fotografarla percorrendo la lunga e panoramica passeggiata di pizzolungo.

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Dentro il bel salotto del mondo.

Oggi interamente occupata da turisti chiassosi, la mitica Piazzetta di Capri non ha più il fascino di una volta, ma solo echi di ricordi lontani. Sorseggiando un drink al Bar Vuotto ho cercato di rievocarli nella mia testa.

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Così, forse complice l’alcol e gli inequivocabili sintomi di un’insolazione in corso, sono riuscito a scorgere l’elegantissima Jacqueline Kennedy passeggiare accanto a suo marito Onassis, mentre seduti davanti al mio tavolino c’erano Jean Paul Sartre, Ernest Hemingway, Roger Peyrefitte e Simone de Beauvoir discutere insieme animatamente.

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Mentre mi godevo l’allegro e alticcio dibattito, all’improvviso è apparso innanzi ai miei occhi anche il mitico Dado Ruspoli con pantaloni colorati, sandali dorati e un bizzarro pappagallo sulle spalle.

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Che incontri fantastici ho fatto a Capri usando solo la mia immaginazione…

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Un piccolo rifugio di pace interiore.

Uscito dal chiasso mondano della Piazzetta, mi sono addentrato nella natura selvaggia dell’isola: uno dei posti che mi ha sorpreso di più è il panorama mozzafiato del Belvedere della Migliara, con strapiombi di oltre 300 mt, dove mi sono sentito magicamente sospeso tra cielo e mare (insieme ad un leggero senso di vertigine, i gabbiani erano minuscoli).

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E che sorpresa scoprire a pochi passi da questi strapiombi meravigliosi il Parco Filosofico realizzato dall’economista Svedese Gunner Karlsson, anche lui ispirato dalla forza meditativa dell’isola, dove è possibile scegliere tra 3 diversi percorsi filosofici: Idealismo, Realismo e Saggezza. Secondo voi quale ho scelto?

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Ovviamente tutti e tre. Perché dopo aver idealizzato Capri, sono dovuto tornare alla realtà di oggi, armandomi di saggezza per non rimanere deluso.

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Chiudo questo breve tour dell’isola con l’immagine dei faraglioni e una famosa citazione che ho trovato scritta su una panchina

“Non affaticarti troppo, che da questa vita non è uscito vivo mai nessuno”.

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Tanto vale, aggiungo io, viverla cogliendo l’attimo. Capri Diem!

Questo weekend, vi porto tutti a Capri.

Un’isola magica che ha perso il suo fascino “d’antan”, ma che rimane sempre unica grazie alla sua natura incontaminata, ai suoi colori brillanti e odori intensi che vibrano ancora del suo straordinario passato.

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Descriverla è riduttivo, vi invito dunque a scoprirla attraverso le mie foto che troverete condivise nei prossimi giorni sui miei canali social Facebook, Instagram e Linkedin.

Cogliete l’attimo. Oggi è FRAday!

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