Il mio incontro con Roberto Granata: il grande fotografo delle celebrità.

Roberto Granata
Quando hai il privilegio di incontrare Roberto Granata, la vera domanda non è “Chi hai fotografato?”. Ma piuttosto: “Chi manca ancora nella tua lunghissima lista di nomi illustri?”
Perché Roberto li ha fotografati quasi tutti. E non parlo solo di volti. Ma di vite, emozioni, attimi che il suo obiettivo ha saputo catturare con rara intensità.

Alberto Sordi – Foto Roberto di Granata
Attori, stilisti, politici, pittori, scrittori, musicisti, intellettuali, premi Nobel.

Rita Levi Montalcini e Roberto Capucci con Roberto Granata
Personaggi importanti che, durante la sua carriera di fotografo, non ha semplicemente immortalato.

Gianluigi Buffon – Foto di Roberto Granata
Li ha guardati davvero. Li ha incontrati. Ma soprattutto li ha visti per quello che sono. Perché nei suoi ritratti non c’è costruzione, non c’è artificio. C’è una verità intima che emerge silenziosa e al tempo stesso disarmante.
Moravia con il suo sguardo severo.

Alberto Moravia – Foto di Roberto Granata
Guttuso nel silenzio del suo studio.

Renato Guttuso – Foto di Roberto Granata
De Niro colto in una pausa sul set.

Robert De Niro – Foto di Roberto Granata
Carla Fracci leggera come una libellula pronta a spiccare il volo.

Carla Fracci – Foto di Roberto Granata
E ancora, Gregory Peck, Diane Keaton, Armani, Wenders, Arafat, Tornatore, Ornella Muti, Sergio Leone, Mia Martini, Versace, Rita Levi Montalcini… ognuno con il proprio vissuto.

Mario Schifano – Foto di Roberto Granata
Ma tutti rivelati dallo stesso sguardo: quello di Roberto.
Perché ciò che fa davvero la differenza non è chi fossero Loro. Ma come li ha saputi raccontare Lui. Senza filtri. Senza distanze. Senza idolatria. Roberto è riuscito a guardarli negli occhi e a cogliere quel qualcosa che in pochi sanno vedere: la verità dietro la fama, l’umanità dietro l’icona.

Nino Manfredi – Foto di Roberto Granata
Un appuntamento carico di emozioni vere.
Era un venerdì mattina quando ci siamo incontrati a casa sua. Un attico nascosto in via della Vite, nel cuore di Roma. Non è stato facile trovarlo: si entra da un hotel, si sale all’ultimo piano, poi due rampe a piedi. Suoni. Ti apre. E sei dentro un ballatoio pieno di piante. Oltrepassata questa piccola giungla, sono entrato nel suo mondo segreto. Un luogo sospeso. Pieno di luce. Con una vista che ti toglie il fiato.

Vista Attico – Foto FFG
Mi ha accolto senza formalità. Energia vera. Calda. Curiosa. Abbiamo parlato per ore. Scavato nei suoi ricordi. Sembrava ci conoscessimo da sempre. Ci ha legato la fotografia. Ma anche una cosa più profonda: il modo di guardare le persone.

Wim Wenders – Foto di Roberto Granata
In quel momento ho capito perché così tanti si sono affidati a lui. Roberto vede. Sa stare. Sa ascoltare. Sa aspettare. E quando arriva il momento giusto, scatta. Ma non una semplice foto. Scatta un ritratto che parla.

Arafat – Foto di Roberto Granata
L’ho intervistato. Ma era un fiume in piena. Ho dovuto dividere la video intervista in sei episodi. Le storie non finivano mai… Alla fine mi ha detto: “Mi sono dimenticato di raccontarti questo… e questo.” Potevamo andare avanti per giorni interi.
Se vi piacciono le belle storie, questo è il link del primo episodio.
Il potere delle immagini: catturare l’attimo e renderlo eterno.
Parlare con Roberto è come compiere un lunghissimo viaggio. Dentro le immagini. Dentro le persone. Ma soprattutto dentro la vita.
Raccontare gli incontri attraverso la fotografia è qualcosa che mi affascina da sempre.

Roberto con Anne Hathaway
Ogni volto che incrocio con il mio obiettivo – per strada, in viaggio, per caso – porta con sé una storia, un tempo, un’energia. È proprio quella forza invisibile che mi spinge a fermare l’attimo con un clic.

Roberto con Carla Fracci e Rita Levi Montalcini
Ho sempre desiderato fare un servizio fotografico sui “testaccini”. Ma oggi è tutto più complicato. Tra autorizzazioni, consensi e timori legati alla privacy, avvicinarsi all’altro con una macchina fotografica può sembrare un gesto invadente. Eppure prima o poi, lo farò. Perché certi incontri, soprattutto quelli che nascono per caso, meritano di essere custoditi in uno scatto.

Roberto Granata con Gregory Peck
Roberto lo ha detto in modo semplice e potente:
“Gli incontri, quelli occasionali o quelli “per la vita”, carichi di silenzio e di attesa o rumorosi e travolgenti, sono doni che discendono quasi sempre inaspettati dal cielo, come lampi che squarciano la consueta monotonia del vivere”.

Roberto con Giorgio Armani
Non siamo fatti per stare ai margini. Siamo fatti per guardarci, parlarci, emozionarci. Per condividere qualcosa. E Roberto ha messo il suo talento al servizio di questo scambio. I personaggi famosi ci hanno messo la loro immagine. È stato uno scambio pulito, onesto. Uno sguardo dato. E uno sguardo restituito.
Lo sguardo di Roberto dentro il mondo della Cultura.
Il futuro di una società si costruisce sulla cultura. Sempre. E questo vale anche per il percorso di ognuno di noi.
Roberto ha iniziato così: imparando sul campo. Lavorava con un’agenzia editoriale americana che spediva in Italia le foto delle grandi star di Hollywood. Lì ha capito come funziona il meccanismo: come si costruisce un’immagine, come si racconta una persona, come ci si muove dentro un sistema fatto di comunicazione, estetica e strategia.

Gianni Versace – Foto di Roberto Granata
È da quel momento che il suo nome ha iniziato a girare. E presto è diventato uno dei fotografi più richiesti dal jet set.

Grace Jones – Foto di Roberto Granata
La fotografia è sempre stata la sua passione. Ma il vero salto l’ha fatto grazie agli incontri. Persone come Rita Levi Montalcini e Alberto Moravia non gli hanno solo offerto un volto da ritrarre. Gli hanno lasciato qualcosa di più: uno sguardo nuovo sul mondo. Un modo più profondo, più umano, di osservare.

Rita Levi Montalcini – Foto di Roberto Granata
Di Rita Levi Montalcini ricorda una frase che non ha mai dimenticato:
“Io non sono religiosa, ma credo nei valori. La vita senza valori non avrebbe senso”.
Una verità che gli è rimasta dentro. E che oggi torna a farsi sentire, con ancora più forza.

Albero Moravia – Foto di Roberto Granata
Di Moravia dice invece:
“Mi sembrava quasi che tutto ciò che io cercavo di cogliere in un’immagine, lui lo traducesse in parole”.
Ogni volta che lo incontrava, era come entrare in un universo denso, fatto di chiaroscuri, di emozioni vere, di sentimenti profondi. E tutto questo si sente, si vede, nel suo ritratto. Non è solo una foto: è un incontro.

Roberto con Alberto Moravia
Se siete interessati ad approfondire questi suoi incontri, cliccate il secondo episodio.
“Strike the pose”: gli anni della moda.
Roberto ha iniziato a fotografare giovanissimo. Il suo primo grande amore è stata la moda – una vera e propria scuola di disciplina visiva: ritmo serrato, attenzione maniacale ai dettagli, senso innato dello stile.

Le signore FENDI – Foto di Roberto Granata
Entrava nelle case dei grandi stilisti – Armani, Versace, Krizia… – e li fotografava nel loro ambiente quotidiano, nel cuore pulsante della loro vita e creatività.

Giorgio Armani – Foto di Roberto Granata
Anni magici e scintillanti, che conosco bene anch’io. Anni che ho respirato a pieni polmoni quando lavoravo a Parigi per Publicis. Spesso, per le campagne pubblicitarie di L’Oréal, mi recavo allo studio Elite.

Anne Hathaway – Foto di Roberto Granata
E lì vedevo fotografi come Paolo Roversi all’opera con le top model più famose del momento. Ricordo ancora l’emozione di incontrare Naomi Campbell, Eva Herzigova o Kate Moss. Bellezze eteree, quasi irreali in passerella, ma straordinariamente vive e vere dietro l’obiettivo.

Eleonora Giorgi – Foto di Roberto Granata
Anche Roberto ha attraversato questa stagione dorata. All’inizio della sua carriera, ha lavorato come assistente di Gianpaolo Barbieri, uno dei più grandi fotografi italiani di moda, catturando con i propri occhi i segreti di uno dei mestieri più affascinanti al mondo. E ha imparato in fretta. Così, quando si è sentito pronto, ha deciso di mettersi in proprio.

Anna Falchi – Foto di Roberto Granata
Continuando a fotografare donne bellissime, come Anna Falchi, Valeria Golino e molte altre.

Valeria Golino – Foto di Roberto Granata
Anche se, come mi ha confessato nella sua intervista, la sua preferita resterà sempre Valentina Cortese.

Valentina Cortese – Foto di Roberto Granata
Se siete curiosi di conoscere i suoi incontri di moda e fotografica, vi invito a cliccare il link del terzo episodio.
In scena accanto alle grandi icone del Cinema e del Teatro.
Dopo gli anni nella moda, per Roberto è nato un nuovo desiderio: raccontare le star.
Ha iniziato dal cinema, ma presto ha esteso il suo sguardo anche al teatro.

Jean Paul Belmondo – Foto di Roberto Granata
Ha fotografato attori come Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Diane Keaton, Jean-Paul Belmondo, Helmut Berger.

Diane Keaton – Foto di Roberto Granata
E registi del calibro di Wim Wenders, Sergio Leone, Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore.

Giuseppe Tornatore – Foto di Roberto Granata
Non gli bastavano i volti famosi. Cercava persone vere, con qualcosa da dire, da trasmettere. Era attratto dall’energia interiore, non dalla fama in sé.

Franco Zeffirelli – Foto di Roberto Granata
Mi ha parlato di Gregory Peck: carisma allo stato puro. Bastava che entrasse in una stanza e tutto cambiava.

Gregory Peck – Foto di Roberto Granata
Diverso Robert De Niro: più chiuso, distante, difficile da leggere.

Roberto de Niro – Foto di Roberto Granata
Poi c’era Marcello Mastroianni, fotografato accanto a Nastassja Kinski: un gigante del cinema, ma con una gentilezza semplice, autentica.

Marcello Mastroianni con Nastassja Kinski – Foto di Roberto Granata
E che dire di lei? Bellissima!
Il primo vero incontro, però, fu con Ornella Muti, ancora giovanissima.

Ornella Muti – Foto di Roberto Granata
I suoi scatti la lanciarono nel mondo del cinema.
“Da brutto anatroccolo, Francesca (Rivelli) divenne Ornella Muti, una delle donne più belle del mondo. Io che le ho voluto bene come a una sorella, non posso che esserne felice.”

Ornella Muti – Foto di Roberto Granata
Questo è lo straordinario potere di uno sguardo. Di un incontro. Di una fotografia.
L’amicizia più profonda, però, è stata con Sergio Leone.

Sergio Leone – Foto di Roberto Granata

Bernardo Bertolucci – Foto di Roberto Granata
Fu lui a portarlo sul set di C’era una volta in America, a New York. Un’esperienza intensa, indimenticabile. Lì fotografò anche De Niro e James Wood. Lo racconta nel quarto episodio della nostra intervista che vi invito a guardare cliccando questo link.
Con Bertolucci condivise una battaglia importante: la campagna contro la pena di morte. Era il 2000. Quell’iniziativa contribuì all’abolizione della pena capitale nello Stato di New York.

Eva Robin’s – Foto di Roberto Granata
E poi c’era il teatro. Fotografò Lindsay Kemp e il suo Salomé di Oscar Wilde – qualcosa di completamente nuovo per l’epoca.

Lindsay Kemp – Foto di Roberto Granata
Fu un successo. Le immagini fecero il giro della stampa e la mostra fu accolta con enorme successo alla galleria Ca’ d’Oro, in piazza di Spagna.

Salomé di Oscar Wilde – Foto di Roberto Granata
Il ruolo della fotografia nella narrazione dell’umano.

Valeria Golino – foto di Roberto Granata
Per me, la fotografia serve a questo: raccontare l’essere umano per ciò che è, nella bellezza ma anche nei suoi orrori. Farci sognare, ma anche farci cambiare prospettiva. Mostrandoci i luoghi in cui l’umanità manca, dove si incrina e si perde il senso stesso delle cose. Perché quando l’essere umano viene dimenticato, ogni sistema inevitabilmente crolla.

Foto di Roberto Granata
Roberto lo ha capito a fondo. Mi ha infatti confidato che, di fronte alla violenza del mondo di oggi, i primi a pagarne il prezzo sono proprio i bambini.
Determinante, per lui, è stato l’incontro con il neuropsicologo Giovanni Bollea, che gli ha aperto gli occhi sull’impronta profonda che i traumi infantili lasciano nella vita di una persona: insicurezza, rabbia, paura, difficoltà a fidarsi, a relazionarsi, a vivere, e a volte violenza.

Placido Doming – Foto di Roberto Granata
Da questa presa di coscienza è nato in Roberto il desiderio di proteggere i bambini. Nessun abuso o ingiustizia può infatti essere ignorato.
E così nel 2009 ha fondato la Fondazione Roberto Granata per aiutare concretamente i bambini sopravvissuti alla guerra. L’obiettivo è semplice e preciso: offrire sostegno reale dove la sofferenza ha cancellato tutto.
Lo fa attraverso la fotografia, che per lui non è solo documentazione, ma uno strumento per proteggere, dare voce e restituire dignità.

Copertina libro Roma deserta – Roberto Granata
Pensate, i ricavi del bellissimo libro realizzato durante il COVID, con una Roma deserta e ancora più magica, li ha devoluti per portare avanti i progetti per i bambini vittime di guerre e ingiustizie.

Villa Adriana – Foto di Roberto Granata
Oggi per Roberto la fotografia non è più soltanto bellezza o memoria. È azione. È difesa. È il suo modo per riportare l’umanità sotto i riflettori, in un mondo sempre più distratto e indifferente.
Me lo racconta nell’ultimo episodio della nostra intervista, che vi invito a cliccare.
Questo week end vi porto in viaggio con Roberto.
“Viaggiare, per me, non è qualcosa di insolito. Ogni incontro è un viaggio, un modo per lasciarsi portare altrove”,
mi ha detto Roberto.

Moana Pozzi – Foto di Roberto Granata
Un pensiero che sento profondamente anche mio. Perché provo la stessa sensazione. Ogni volta che cammino per strada e mi guardo attorno. Ogni volta che incrocio in treno uno sguardo. Ogni volta che scatto una foto. L’immagine non è altro che un passaggio verso qualcosa che non è tuo, ma che ti entra dentro.

Valeria Marini – Foto di Roberto Granata
Nei prossimi giorni vi racconterò Roberto attraverso i suoi ritratti, i suoi incontri, le sue storie.
Un viaggio dentro la sua fotografia e dentro il mondo che ha attraversato: attori, stilisti, artisti, anime.
Fate un semplice clic. Oggi è FRAday.

Lory del Santo – Foto di Roberto Granata
Maria teresa padula Settembre 19, 2025
Ciao Roberto, grazie per aver ricordato con grande passione il lavoro straordinario di Roberto granata!
Maria teresa padula Settembre 19, 2025
Ciao Francesco, grazie per aver ricordato con grande passione il lavoro straordinario di Roberto Granata
FFG Settembre 23, 2025
Grazie a te Maria Teresa
Franz Settembre 24, 2025
WOW ROBERTO GRANATA!
FFG Settembre 25, 2025
wow
Rossana Pandolfini Settembre 20, 2025
Che meraviglia!!!
Un meraviglioso percorso narrato nella forma meravigliosa della fotografia….
FFG Settembre 23, 2025
grazie Rossana
umberto Settembre 20, 2025
Grandissimo Roberto Granata!
Andrea Lopez Settembre 23, 2025
Leggendo questo pezzo e guardando le foto e le interviste, mi colpisce quanto Roberto riesca a cogliere l’essenza dei soggetti che immortala, mettendo in risalto la bellezza fatta di luci ed ombre che caratterizza l’unicità di ogni persona. Il suo sguardo è simile all’obiettivo della macchina fotografica, che si fissa sull’oggetto studiandolo profondamente fino a carpirne l’anima nell’attimo dello scatto.
FFG Settembre 23, 2025
Grazie
Roberta Settembre 25, 2025
Questione di “punctum”. Ti ricordi La camera chiara, il saggio sulla fotografia di Roland Barthes? Ti ricordi come rifletteva sul dettaglio, a volte invisibile altre come un flash, che cattura chi osserva una fotografia, non una qualunque ma quelle che fermano all’infinito un attimo, che trafiggono il tempo, che catturano le emozioni, che sospendono il tempo? Proprio come capita con gli scatti di Roberto Granata, un magistrale narratore di vite, di riflessioni, di stati d’animo, di attese, di luce e di silenzi. Che tu hai raccontato in un FRAday che racconta di lui e anche tanto di te, fotografi accumunati dalla stessa ricerca dell’attimo, senza artifizi, con la stessa passione e sensibilità del cuore.
Leggendo il tuo FRAday e ammirando le fotografie di Roberto Granata, un vero mito per chi ama il fotogiornalismo, si è magicamente avvolti da dettagli di vita in dissolvenza che vanno ben oltre la tecnica e lo sguardo di chi si è messo in posa. Ma anche da frammenti di un epoca e di un’epopea culturale che con la tua poesia hai fatto riaffiorare nei nostri ricordi.
E alla fine del tuo FRAday tornano in mente le parole di Jean-Luc Godard: “Ogni immagine è un segreto svelato a metà”. Trattiene respiri, frammenti d’anima, aggiunge mistero al mistero.
FFG Settembre 25, 2025
che commento straordinario grazie Roberta
Marco Ottobre 4, 2025
Fantastico, un maestro dell’immagine catturata, grazie mille!!
FFG Ottobre 5, 2025
Un maestro
Federico Marcellino Ottobre 4, 2025
una meraviglia
FFG Ottobre 5, 2025
Grazie federico