Il fascino del “doppio” sul grande schermo.

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La filmografia che ruota attorno ai gemelli non è affatto marginale. Anzi, il cinema sembra subirne un’attrazione particolare.

Ma quasi sempre sceglie di raccontarne il lato oscuro, disturbante, ambiguo di tale relazione. Come accade in Inseparabili di David Cronenberg, dove Jeremy Irons interpreta due fratelli gemelli intrappolati in una simbiosi patologica, incapaci di distinguere il proprio confine da quello dell’altro.

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Essendo un gemello anch’io, spesso mi sono interrogato su questo aspetto e sono arrivato alla conclusione che, dall’esterno, un legame così forte fa paura. Forse perché mette in crisi l’idea stessa di identità individuale.

La mia esperienza, però, è diversa. I ricordi della mia infanzia sono luminosi e pieni di gioia. Ra ed io eravamo inseparabili. Non si trattava solo di affetto: era identità. Guardarlo significava riconoscermi. Senza di lui mi sentivo incompleto. Eravamo un blocco unico, forti, convinti di poter affrontare qualsiasi cosa, insieme.

INSEPARABILI

Ra e Fra

Ci bastavamo. Il nostro era un mondo autosufficiente, chiuso, protetto. Avevamo persino una lingua tutta nostra, una sorta di codice segreto che nessuno poteva decifrare.

Oggi so che quella simbiosi, vista dall’esterno, poteva sembrare eccessiva, forse persino inquietante. Ma per noi, semplicemente, era casa.

Qualche sera fa ho visto Indivisibili di Edoardo De Angelis.

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Non ho colto ogni parola del dialetto, ma il senso sì: due gemelle siamesi, sfruttate e imprigionate nel loro stesso legame, sognano la separazione come unica via possibile per conquistare identità e libertà.

Quel film mi ha messo davanti a una verità semplice e al tempo stesso scomoda: anche un legame assoluto, se non evolve, può trasformarsi in una gabbia.

Ra e Fra

Ranieri, a un certo punto, ha scelto di staccarsi da me. Allora non capivo. Oggi sì. Non è stato un tradimento, ma un passaggio necessario. Il solo modo per diventare, entrambi, due persone intere.

Fra e Ra

Questo (F)RAday lo dedico a lui, che non c’è più da sette anni.

È il mio modo non solo di ricordarlo, ma soprattutto di ringraziarlo. Per aver avuto quel coraggio che io, al tempo, non avevo.

Ra

Per avermi insegnato che amare significa, prima di tutto, permettere all’altro di sentirsi libero.

Vite separate, ma in simbiosi: la nostra storia.

Nel mio rapporto gemellare con Ranieri ho vissuto una fusione totale: un’unica identità in due corpi. Per me era naturale, inevitabile. Non permettevo a nessuno di metterlo in discussione.

Ra e Fra

Poi, però, lui ha sentito il bisogno di distinguersi, di prendersi uno spazio proprio. Quando è successo, devo ammettere, sono entrato in crisi. Mi sono sentito escluso, quasi tradito. È stata una scossa vera, profonda.

INSEPARABILI

Ra

Con il tempo ho capito che non si trattava né di un rifiuto, né di mancanza d’amore. Era il suo modo di crescere. Di diventare se stesso senza spezzare il legame.

Anche quando viveva a Londra ci sentivamo ogni giorno. Spesso era lui a cercarmi. A chiamarmi per cercare conforto. E lì ho capito una cosa: forse aveva più bisogno lui di me di quanto io ne avessi di lui. Da fuori, però, sembrava il contrario. Da piccoli, ero io ad appoggiare la testa sulla sua spalla.

Ra e Fra

Ricordo una nostra conferenza stampa alla Triennale di Milano.

Ra e Fra

Nel suo campo era un maestro assoluto: parlava di architettura con competenza e passione, con chiarezza luminosa. Le sue riflessioni erano brillanti. La sua voce, autorevole.

Eppure, la sera stessa, dopo la conferenza, mi disse: “Forse non sono stato abbastanza chiaro.” Non si sentiva mai all’altezza. Ma lo era. Più di tutti.

Fra e Ra

Ranieri era anche il mio sostegno silenzioso. Senza bisogno di troppe parole, sapeva starmi accanto. Quando fui ricoverato, ricordo che mi accarezzò il piede. Un gesto semplice, di amore puro.

Fra e Ra in ospedale

Eravamo questo: due mancanze che si colmavano a vicenda. Ci completavamo. Anche a distanza.

Essere la metà dell’altro. Un legame difficile da spiegare.

INSEPARABILI

Ra e Fra

Comprendere quello che spesso viene definito “lo strano mondo dei gemelli” è difficile per chi gemello non è. Perché non si tratta di una relazione ordinaria. È un legame imprescindibile, quasi spirituale. Una simbiosi profonda. Non è dipendenza: è identità condivisa. È sentire di essere completi, solo quando si è insieme.

INSEPARABILI

Fra e Ra

Le persone che ci sono state accanto hanno reagito al nostro rapporto in modi diversi.

Alcune lo intuivano, e lo rispettavano.

Altre, invece, non riuscivano ad accettarlo e finivano per vivere una lotta silenziosa, fatta di confronti, distanze, incomprensioni.

Gio Ra e Fra

Una volta la moglie di mio fratello, ci definì ironicamente “un’anomalia genetica”. Ecco, tanto per precisare meglio la questione: i gemelli non sono questo. Essere gemelli non è un errore della natura, ma una delle sue “variazioni” più affascinanti.

Fra e Ra

Ranieri, un giorno, mi propose persino di partecipare a uno studio sui gemelli: l’intento era confrontare monozigoti e dizigoti per comprendere quanto genetica e ambiente influenzino salute e comportamento. Essere gemelli è qualcosa di unico anche per la scienza!

Ra e Fra

Ricordo quando venne a trovarmi in ufficio e un collega lo chiamò “clone”.

Oppure le volte in cui le persone ci confondevano. Sono reazioni che hanno sicuramente avuto un peso specifico nella nostra vita e nel nostro legame.

Fra e Ra

Forse è anche per questo che a un certo punto Ranieri ha deciso di allontanarsi e di crearsi uno spazio identitario tutto suo.

Col tempo ho capito che quella separazione fisica di 7 anni fa forse non è stata devastante come sarebbe stata se fossimo rimasti sempre fianco a fianco. Forse ci stavamo preparando, senza saperlo. È per questo motivo che voglio ringraziare sua moglie per essergli stata accanto con amore e dedizione, fino alla fine.

Ma una cosa mi sento di dire a chi sta vivendo una relazione sentimentale o di amicizia con un gemello.  Non abbiate paura di questo legame. Non è una minaccia, né una competizione.

Fra Ra Marco e Carlo

È una presenza profonda, sì, ma anche una fonte di arricchimento personale. Amare un gemello significa entrare in una storia magica e unica. Non si tratta di scegliere, ma di aggiungere. Di allargare il cerchio.

Questo weekend lo dedico a Ranieri.

Nella nostra famiglia francese i gemelli si sono tramandati da generazioni. Mia madre era gemella. Poi siamo nati noi. E uno dei miei fratelli, Giovanni, ha avuto due gemelle.

3 generazioni di gemelli

Una linea continua, quasi naturale. Con una differenza sostanziale: solo Ranieri ed io eravamo monozigoti. Identici. Stessa origine. Stesso inizio.

Dopo la scomparsa di Ra ho iniziato a scrivere un libro. L’ho scritto immerso nel dolore, nella frustrazione, nella mancanza. Ed è per questo che so già che dovrò, prima o poi, rimetterci mano: perché è nato da una ferita ancora aperta. E il mio desiderio è, invece, raccontare tutto ciò che di bello ha riguardato la nostra vita insieme.

INSEPARABILI

Fra e Ra

Dato che il libro è ancora in fase di stesura, voglio condividere con voi sui miei canali social Linkedin, Facebook e Instagram una parte della nostra storia attraverso foto ed esperienze vissute.

Ti penso tanto RA. Oggi è (F)RAday!

Ra