Scaldate i motori e i vostri cuori. Oggi parto per la WinteRace.

Foto FFG
Non sarà la coerenza a fermarmi, ma diciamolo: tornare nello stesso luogo, per me, è un’eccezione. Partecipare allo stesso evento, poi, è quasi un’anomalia. Eppure, quando si parla di WinteRace, ogni regola salta!

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La si aspetta per un anno intero, con quella sottile impazienza che cresce silenziosa. Così è stato il secondo anno. E così è stato anche quest’anno. Il terzo. Perché, ogni volta, la WinteRace ha il brivido magico di una prima volta.

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Dopo “Passione ad alta quota” e “Le regole della Passione”, sono ripartito con aspettative ancora più alte. E ancora una volta sono state superate, travolte come una valanga da un’eleganza e da una bellezza che non hanno eguali.

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Questa volta, però, non sono stato un semplice spettatore. Ho preso parte alla gara a bordo di una Mini Cooper bianca del 1991, insieme al mio amico Roberto Valentini, direttore de La Manovella, che a un certo punto ha fatto molto più che condividere il viaggio: mi ha affidato il volante. Perché tra amici succede anche questo. Si condividono strade… e anche emozioni!

FFG e Roberto
Quello che segue è il racconto di ciò che ho vissuto, dentro il cuore di questa straordinaria gara.

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Cosa significa lasciarsi guidare dalla bellezza del passato.

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Scendere dal “salotto” Tesla di Mauro Gentile e salire, da copilota, nella minuscola Mini Cooper di Roberto è stato un piccolo shock. Ginocchia quasi in bocca. Comfort ridotto all’essenziale. Spazio che sembra scomparire. Ma, come per magia, dopo poche curve, il mio corpo si è adattato trovando la posizione giusta. E da lì ho cominciato a godermi davvero la strada.

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Quando Roberto mi ha lasciato il volante, tutto è cambiato. Perché un’old timer non si guida. Si vive. Niente servosterzo, nessun filtro. Il volante è quasi orizzontale, a metà tra un kart e un’auto vera. Il motore ti accompagna ad ogni metro con il suo caratteristico rombo continuo: sembra di correre a 150 km/h, ma invece vai a 80. Ed è proprio questo il bello!

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La tenuta di strada è sorprendente, la guida è pura e coinvolgente. È un dialogo diretto senza traduzioni. E questa macchina, così piccola, riesce a catalizzare tutto: lungo la strada regala sorrisi, raccoglie pollici alzati, accende sguardi complici.

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Poi è arrivato il momento di fermarci per fotografare le altre “belles dames”: prima il suono in lontananza, poi le linee, le forme, il carattere.

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Le moderne auto, invece, passano in silenzio, corrette, ma senza lasciare nulla nel cuore.
Vivere la magia dei meravigliosi paesaggi invernali.

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Chi come me ama la montagna, lo sa bene: fare previsioni è quasi un atto di presunzione. In pochi chilometri può cambiare tutto.

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E infatti abbiamo vissuto due giornate completamente diverse. I passi di Falzarego, Pordoi, Costalunga, Gardena e Valparola ci hanno accolto con sole pieno e cielo terso.

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Ai Cinque Laghi – in memoria dei cinque anelli delle Olimpiadi – e al mio amato Braies, invece, il paesaggio si è fatto più intimo, con un cielo scuro e silenzi ovattati.

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Un inverno italiano autentico. Sole e fiocchi, salite e curve che si rincorrevano intorno ai laghi. E poi, la sera, quando le montagne si sono accese di rosa, i nostri occhi hanno provato emozioni indimenticabili.

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Nei piazzali abbiamo condiviso storie e motori: Porsche, Ferrari, Maserati e sportive di ogni epoca.

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Seppur piccola, la nostra Mini Cooper bianca si è fatta notare e ha tenuto il passo anche sotto la neve.

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Dopo il tramonto, il momento della cena. Tavole eleganti, pranzi curati, conversazioni fluenti e leggere, proprio come il buon vino.

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A rendere questa edizione ancora più intensa, sono state due novità: l’Olympic Challenge al Passo Giau – che ho saltato perché ero impegnato nell’accoglienza con Rossella Labate – e il ritorno in pista al Safety Park, dove la guida torna ad essere tecnica, precisa, essenziale.

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Vi svelo la mia “top” tra le top.
Ricordo ancora l’edizione dell’anno scorso: sono riuscito a fare da camera car e a riprendere la mia vettura preferita del 2025, la Austin Healey 100/4 BN1 del 1955, da ogni angolo e in ogni paesaggio. Su strada danzava, leggera e precisa, con una grazia naturale.

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Quest’anno non sono riuscito a fare lo stesso con la mia preferita, la Jaguar XK 120 OTS SE. Il suo proprietario, il mio nuovo amico Giovanni Tesauro, commissario nelle Manifestazioni Auto dell’ASI, non era in gara.

FFG
Sedermi in quell’auto, disegnata da William Lyons, è stata un’esperienza incredibile da spiegare: cofano infinito, curve morbide, coda affusolata. Una linea felina che comunica velocità anche da ferma, pura eleganza senza tempo.

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Niente scatti in movimento: quest’anno mi sono dovuto fermare a qualche foto statica.
Questo weekend impariamo a guidare una old timer.

Foto FFG
Guidare una old timer tra le magiche cime delle Dolomiti è un’esperienza esclusiva e senza tempo.

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Abbandonare il comfort per la vera emozione della guida è un piacere da ripetere.
Se siete interessati, vi racconterò sui miei canali social LinkedIn, Facebook e Instagram tutte le sensazioni che ho provato durante queste due giornate indimenticabili.
Cuore in strada. Oggi è FRAday!

Foto WinteRace
Marco Romano Marzo 30, 2026
Fine oratore come sempre , grande Francesco!
FFG Aprile 6, 2026
grazie Marco
Giorgio Aprile 8, 2026
Come fare a non sognare ….portaci sempre con te nelle tue storie che diventano le nostre….un abbraccio
FFG Maggio 5, 2026
Grazie caro Giorgio
Adolfo Pètrina Aprile 10, 2026
L’auto d’epoca, meravigliosamente scomoda e fascinosa ritratta con maestria
FFG Maggio 5, 2026
Grazie Adolfo
Roberta Aprile 27, 2026
C’è un momento nel tuo FRAday in cui il rombo dei motori incontra il battito del cuore. E la Winter Race che racconti con la tua consueta poesia da rituale impavido diventa una sfida non tanto contro il tempo ma contro se stessi, con la strada alle spalle che diventa memoria e ogni tornante che accompagna verso il mistero del futuro. Una promessa, una sfida, una certezza, chissà. Istanti fissati dalle tue fotografie. Scatti che non inseguono la corsa ma sanno raccontare una calligrafia di emozioni e di passioni che ogni curva nasconde. Di pensieri audaci. Di timore e di felicità. Di occhi fissi all’orizzonte. Di istinto e di coraggio. Attimi di eternità.
FFG Maggio 5, 2026
Grazie Roberta