Il mio viaggio nell’immaginario di Pinocchio.

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Ci sono storie per bambini, storie per adulti e storie che sembrano destinate a un pubblico preciso. Poi ci sono quelle storie universali, capaci di parlare a tutti, che ogni volta che le rileggi o ne parli, ti regalano un dettaglio nuovo, una sfumatura che prima non avevi notato.
Pinocchio è una di queste.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Le avventure di quel burattino di legno hanno attraversato intere generazioni, trovando spazio nel cuore di tutti. Ricordo ancora l’incanto della prima volta in cui vidi la versione di Walt Disney insieme ai miei fratelli: la stanza buia, il fascio di luce sullo schermo, e quella magia che ti faceva credere che tutto potesse prendere vita, persino un pezzo di legno con il sogno negli occhi.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Poi si cresce, e spesso quella magia si scolora, si mette da parte.
Eppure, ci sono luoghi dove continua a vivere. È per questo che ho deciso di andare a Firenze per incontrare Giuseppe Garbarino, mente e anima dell’unico museo italiano dedicato al burattino più famoso al mondo, a pochi passi dal Duomo.

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Appena entro, chiedo di lui. “Arriva tra poco” risponde una voce dietro il bancone.
Poi un sorriso, un passo avanti:
“Sono io, Giuseppe.”

Giuseppe con Pinocchio
In quell’istante capisco con chi ho a che fare: energia, ironia e curiosità. Come si definisce lui, “un ultra sessantenne bambino.”
Nietzsche lo aveva intuito bene:
“Nell’uomo autentico si nasconde un bambino… che vuole giocare.”

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Giuseppe ne è la prova vivente.
Oltre a dirigere il museo, produce birra ed è cavaliere di Parte Guelfa: dettagli che raccontano la sua personalità eclettica e appassionata.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Il Museo del Giocattolo e di Pinocchio è un luogo dove anche gli adulti riscoprono la voglia di giocare.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Giuseppe parla, racconta, condivide sogni — e io lo seguo, ascolto, osservo.
Ogni storia è un piccolo viaggio. Dopo quattro interviste porto via con me un pezzo della sua energia e della sua passione: un dono prezioso, concreto e reale.
Potete trovare la prima a questo link.
I segreti del successo del burattino più famoso al mondo.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Basta varcare la soglia del Museo del Giocattolo e di Pinocchio per capire cosa significhi davvero riscoprire il “gioco”.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Bambole, trenini, robot, soldatini, marionette, macchinine e, naturalmente, l’immancabile Pinocchio: qui la fantasia non invecchia mai!

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Il museo nasce nel 1982 a Milano grazie a Paolo Franzini Tibaldeo, collezionista di giocattoli e di materiali dedicati a Pinocchio.
Oggi la sua nuova casa è a Firenze, la città di Collodi, dove continua a dare voce alla storia del gioco e alla letteratura per l’infanzia.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Giuseppe mi accoglie con un sorriso:
“Questo è l’unico museo di Pinocchio al mondo!”.
E non esagera.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
All’interno, più di 100 pezzi e curiosità sorprendenti: libri, francobolli, monete, vino, birra, cioccolatini e perfino brioches, tutti dedicati al burattino più amato del pianeta.

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E poi ci sono le storie dietro la storia: Walt Disney, ad esempio, trasformò Pinocchio in un bambino vestito alla tirolese, e nel testo originale la famosa “balena” è in realtà un pescecane ispirato a un personaggio reale, Girolamo Paiano.

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“Gli animali con la lettera maiuscola erano persone reali, quelli con la minuscola animali veri”
mi spiega Giuseppe.
“Chi leggeva allora capiva chi si nascondeva dietro i loro nomi.”

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E così ti accorgi che Pinocchio non è solo fantasia: è memoria, simbologia, cultura.
È una storia che ancora oggi ci ricorda che la libertà richiede responsabilità, che l’amore può trasformare ogni cosa e che si impara sempre anche sbagliando. Una storia di crescita, coraggio e cuore, che continua a parlare a tutti, bambini e adulti, senza mai perdere la sua autenticità.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
scoprite la sua seconda intervista.
Chi crede ancora alle favole?

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Quando ho chiesto a Giuseppe come si sia evoluto il modo di giocare dei bambini nella società contemporanea, con uno sguardo deluso, mi ha risposto:
“Il mondo del gioco per i bambini è cambiato tristemente.”

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Il giocattolo nasce artigianale e solo alla fine dell’Ottocento diventa industriale, soprattutto in Germania, con la prima edizione a colori de Le avventure di Pinocchio, illustrate da Attilio Mussino.

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Un tempo il gioco lasciava spazio alla fantasia: il bambino costruiva, decideva, viveva un tempo con un inizio e una fine.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Oggi no: il gioco tecnologico inizia e non finisce mai, e il bambino non è più protagonista.

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Eppure, in questo museo succedono miracoli. Giuseppe racconta di un bambino incollato allo schermo che non voleva entrare. Dopo una caccia al tesoro, non voleva più andare via.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Per Giuseppe, il museo ha una regola chiara:
“È un luogo per bambini dove devono venire gli adulti. Saranno loro, con il loro passato, a risvegliare la curiosità del loro bambino interiore e a tramandarla. Perché il gioco, in fondo, è cultura.”

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Con un filo di tristezza nella voce, aggiunge:
“La fascia d’età per giocare con la macchinina si è ridotta: prima era fino ai 12 anni, oggi fino agli 8. Il bambino tecnologico si annoia presto.”

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Il messaggio è chiaro: il gioco non è solo passatempo. È esperienza, scoperta, apprendimento.
Se volete sentire la sua terza intervista cliccate qui.
Il mondo dei giocattoli tra tradizione e innovazione.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Entrare nel Museo del Giocattolo e di Pinocchio significa varcare la soglia del regno dei balocchi.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Oltre 2.500 pezzi da collezione raccontano la storia del gioco.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Bambole di cera con capelli veri, giochi antichi che hanno fatto la storia, e Pinocchi provenienti da Russia, Germania dell’Est, Bulgaria, Cina, Giappone e altre parti del mondo.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
C’è persino un libro su Pinocchio in cinese.
I negozi di giocattoli, oggi, sono sempre meno; e quando ci sono, al loro interno i giochi occupano uno spazio minimale, sia dal punto di vista delle dimensioni ridotte, che del loro valore simbolico.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Basta pensare alle case delle bambole che, come mi racconta ironicamente Giuseppe, un tempo erano “veri abusi edilizi”, talmente erano grandi!

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
In un contesto sociale e culturale così profondamente cambiato, il museo assume un ruolo ancora più prezioso: stimolare e incuriosire i bambini conquistati dalla tecnologia, riportarli alla concretezza della vita reale e far riscoprire loro il piacere di “creare” con le mani.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
“La manualità è fantasia, la fantasia è libertà, e la libertà è anche spiritualità”
conclude Giuseppe.

Foto Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Prepariamoci a festeggiare il papà di Pinocchio!
Nel 2026 ricorreranno i 200 anni dalla nascita di Carlo Lorenzini, il vero nome di Carlo Collodi. Un anniversario importante, che celebra non solo lo scrittore, ma anche la nascita di un immaginario condiviso.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
È proprio all’inizio del Novecento che prende forma la letteratura per bambini, la scuola diventa obbligatoria, sempre più piccoli imparano a leggere e finalmente si apre un nuovo capitolo nella storia dell’infanzia.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Prima del 1900 escono circa 80 testi ispirati a Pinocchio, le famose “pinocchiate”. Il popolare burattino finisce ovunque: nel Far West, in Cina, in auto, diventa persino un boxeur.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Nasce un vero mondo commerciale intorno ad esso: dall’inalatore alla moneta, dalla filatelia a birra, vino, cioccolato, caramelle e persino pasta.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Come mi spiega Giuseppe durante la nostra intervista:
“Non esiste un altro personaggio delle favole con lo stesso successo commerciale. Non esiste una pasta Topolino!”

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Pinocchio è stato interpretato in mille modi diversi.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
E anche il suo nome nasconde una storia curiosa: deriva da un paese in provincia di Pisa, San Miniato Basso, che un tempo si chiamava Pinocchio. I residenti, detti “pinocchini”, cambiarono nome per non essere ricordati come “il paese dei bugiardi”.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Anche se, come mi ha confidato Giuseppe, alla fine Pinocchio ha detto solo una grande bugia…Ce lo racconta Giuseppe in questa ultima intervista.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Questo weekend riscopriamo il bambino che c’è in noi.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Ho scritto questo testo per ricordare a tutti noi, quanto il gioco sia importante nella nostra vita. Viviamo immersi in un mondo digitale, freddo e distante, che rischia di spegnere la curiosità e la creatività non solo dei bambini, ma che di noi adulti, facendoci dimenticare il piacere di esplorare, immaginare e meravigliarci.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Il museo di Giuseppe è uno di quei luoghi speciali, dove questa magia torna a vivere: bambini e adulti possono riscoprire la manualità, la fantasia e la libertà di scegliere, lontano dagli schermi.

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Questo weekend, provate a rivivere i giochi della vostra infanzia.
Toccateli, osservateli e lasciate affiorare in voi quei ricordi che il tempo ha affievolito…

Foto FFG Museo dei Giocattolo e di Pinocchio
Se avete voglia di condividerli, vi aspetto sui miei social Facebook e Instagram dove vi mostrerò e racconterò la storia dei pezzi più belli del museo, che vi invito a visitare.
Mettiamoci in gioco. Oggi è FRAday!

FFG nel museo
Federico Marcellino Novembre 21, 2025
Eccellente
FFG Novembre 22, 2025
grazie Federico
Giuseppe Novembre 21, 2025
Top
FFG Novembre 22, 2025
grazie giuseppe
Luca Novembre 26, 2025
Hai colto il segno di un grande cambiamento ormai irreversibile..quel museo è e sarà forse l’unica testimonianza di un “c’era una volta” che non avrà più repliche
FFG Dicembre 15, 2025
Grande Luca
Alessandro Dicembre 1, 2025
Come sempre hai fatto una sintesi meravigliosa fra emozione e cultura.
FFG Dicembre 15, 2025
Grazie Alessandro
Roberta Dicembre 2, 2025
C’era una volta. Basta il titolo del tuo emozionante e poetico FRAday per farci entrare nella macchina della meraviglia. Quella dell’infanzia perduta e ritrovata. Quella della stagione del gioco e dei primi amici immaginari, i confidenti silenziosi dei nostri segreti bambini. Quella delle favole che poi favole in realtà non lo sono mai.
Riesci a cristallizzare il tempo e a farci volare nel regno della fantasia, in un museo del giocattolo che racconta una nuance infinita di epoche, di fantasie, di ricordi, di emozioni e stati d’animo in chi non dimentica di essere stato bambino.
E poi c’è lui l’eterno e universale Pinocchio. Quello che ci insegna come diventare umani sia una metamorfosi che esige tenacia, sincerità, coraggio, capacità nel dribblare gli inganni, irrequietezza. Per un burattino di legno ma anche per noi. Perché alla fine il tuo FRAday non smette di ricordarci che siamo tutti un po’ Pinocchio. Non perché a volte siamo burattini, anche bricconi e creduloni, nascosti dietro la maschera delle bugie, ma perché siamo per natura come Pinocchio: creature costantemente in divenire. Pezzi di legno da plasmare, scolpire, modellare come opere d’arte. Sempre sospesi come siamo, come Pinocchio, tra verità e errore, tra tentazioni e voglia di libertà, tra inciampi e stupori, tra illusioni e disillusioni, tra ragione e sentimento. Tra favola e realtà. Ed è questa, in fondo, per chi bambino non ha mai smesso di esserlo, la sfida e la poesia della vita.
FFG Dicembre 15, 2025
il tuo commento è un vero capolavoro anche se attesa lunga
Marco Romano Dicembre 9, 2025
Grande Francesco, sempre interessanti i tuoi pezzi , complimenti!
FFG Dicembre 15, 2025
Grazie caro Marco