La tonalità giusta per sentirmi rilassato e felice.
Tutti hanno un colore preferito. Il mio è da sempre il blu in tutte le sue variazioni cromatiche, dal profondo “oltremare” all’azzurro cristallino, passando per il turchese e il verde smeraldo. Tuffarmi nelle sue stupende sfumature è una cosa a cui non riesco proprio a rinunciare, soprattutto d’estate.

Foto FFG
Passare dal grigio cittadino al “blu isolano” è per me una vera liberazione. Mi fa stare bene e in pace con me stesso.
Vivere a piedi nudi, respirare l’aria intrisa di salsedine, perdermi tra i riflessi del mare, ascoltare il canto dei gabbiani.

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Cosa desiderare di più?
Se è così anche per voi, voglio darvi qualche interessante chicca su due isole che amo particolarmente, senza nulla togliere alle incantevoli e ventose Cicladi, alle vivaci Baleari o ai favolosi atolli che costellano il Mar dei Caraibi.

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Seadas o Fiadone? Non è solo questione di gusto.
Per chi non li conoscesse, sono due dolci a base di formaggio, tipici di due isole “sorelle” circondate dallo stesso mare, poste una sopra l’altra, ognuna con le sue tradizioni, lingua e cultura.
Ovviamente sto parlando della Sardegna e della Corsica.

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Scegliere tra l’una e l’altra, come ho detto nel titolo, non è affatto facile, perché ognuna di loro sprigiona nell’animo emozioni e sensazioni davvero uniche.

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Dato che conosco bene entrambe, cercherò di esplorare alcuni aspetti e curiosità che non tutti conoscono, riaprendo lo zaino dei ricordi per mostrarvi cosa le rende così speciali e raccontarvi le esperienze di viaggio che ho vissuto in queste due magiche terre circondate dal mare.

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Mare, mare, mare… e ancora mare!
Il motivo principale per cui amo trascorrere le mie vacanze estive su un’isola è sentirmi letteralmente “abbracciato” dal mare. Ma il mare della Sardegna e della Corsica non è un mare qualsiasi.

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È un paradiso incontaminato sospeso tra cielo e terra, con spiagge incantate, acque cristalline, calette selvagge e tramonti mozzafiato.

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Ricordo ancora quando con i miei fratelli ci tuffammo da Porto San Paolo per raggiungere Tavolara, percorrendo a nuoto 5 km non stop scortati da un peschereccio, accanto a noi durante la traversata per proteggerci dal traffico marittimo in acque profonde. Arrivammo letteralmente stremati in spiaggia, acclamati da tutti i bagnanti. Fu un nostro piccolo momento di gloria. Ranieri, il nostro delfino guida, fu il primo a toccare terra!

Autoritratto
In quanto a spirito d’avventura e a spettacolarità paesaggistica, ad essere sincero, la Corsica non è seconda a nessuna, nemmeno alla sua “sorellona” Sardegna. Una maestosa montagna in mezzo al mare, da percorrere in auto a finestrini abbassati, o meglio ancora in moto, per sentire l’inconfondibile profumo del maquis penetrare fin sotto il casco…

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Se cercate picchi di emozioni, luoghi avventurosi da esplorare e un po’ brivido su strada vi consiglio la Corsica.

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Se invece preferite la vita da spiaggia, camminare per ore con l’acqua alle caviglie, allora la scelta giusta è senz’altro la Sardegna!

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Tutti a dieta, rigorosamente mediterranea.
Sarà l’aria di mare, ma a me dopo una lunga nuotata viene un incredibile appetito. Essendo per metà italiano e per metà francese, anche in questo caso scegliere tra Sardegna e Corsica non è per nulla semplice, perché entrambe offrono tantissimi piatti e pietanze, che non vi faranno sentirete affatto nostalgia di casa, ve lo assicuro.

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La Sardegna, ad esempio, vanta la più grande varietà di pasta tipica rispetto al resto d’Italia. I “malloreddus” sono il formato più “iconico”, perfetto con sughi densi e saporiti. Poi c’è la fregola, spesso utilizzata per i piatti a base di pesce. Che dire dei culurgiones? Li ho provati quest’anno e sono un’autentica delizia sarda. Tra lorighittas, chiusoni, tallutzas, pitzosu e filindeu (quest’ultima è la pasta più rara al mondo), non basta una sola vacanza in Sardegna per assaporare tutti i suoi formati di pasta!

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Se invece quest’anno avete optato per la Corsica, il pesce non mancherà mai nel vostro menù. Famose, infatti, sono soprattutto le sue specialità di mare, come ad esempio l’aziminu, una squisita zuppa di pesce preparata con aragosta e frutti di mare, o la tipica bouillarbasse, spesso servita con la rouille, una salsetta a base di pangrattato, olio, zafferano e peperoncino che rende la zuppa ancora più vivace.

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Ma il vero scontro tra “titani” riguarda i dolci! Scegliere tra seadas, pabassinas, tiliccas, acciulleddi e coricheddos, oppure tra fiadone, pastizzu, canistrelli, imbrocciata è praticamente impossibile, talmente sono buoni. L’unico vero freno è l’ago della bilancia!

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Sardi e Corsi: due popoli diversi, ma di forte “carattere”.
Nonostante la breve distanza tra loro e un patrimonio storico in comune, sardi e corsi sono due popoli completamente diversi tra loro, non solo linguisticamente, ma soprattutto culturalmente e caratterialmente.

Autoritratto
Per esperienza personale ho trovato i sardi molto più aperti e accoglienti dei corsi. Ricordo questa meravigliosa donnina ultranovantenne a Orgosolo che mi fermò per strada chiedendomi di seguirla a casa sua per bere un bicchierino di mirto e ascoltare la storia della sua famiglia. Oppure la festosa compagnia di Annino di Mamoiada, da tutti chiamato Nino, che mi ha subito accolto nella sua casetta al mare per farmi provare il Cannonau prodotto dal suo vitigno. Dopo due intere bottiglie di rosso e fiumi di risate e racconti di vita, la mattina seguente mi sono svegliato fresco come una rosa!

Autoritratto
Che dire dei corsi?
Entrare in relazione con loro non è automatico, nemmeno se si parla il francese, perché sono abbastanza chiusi e orgogliosi. In ogni caso conservo ancora ottimi rapporti con Frederic e Andrée che ho conosciuto a Porto Ota, di cui ho parlato nel mio FRAday “Yes of Corse”.

Foto FFG
Tra i vari ricordi di viaggio, ho ritrovato una vecchia foto con una targa piena di buchi di pallottole. Stavo percorrendo in moto la Corsica con il mio amico Carlo e anche allora mi ha fatto venire i brividi! Durante il viaggio ci fermammo a Porto Vecchio per ristorarci e bere qualcosa. Nel bar dove entrammo stavano trasmettendo una partita di calcio. Per festeggiare la vittoria, un tipo uscì per strada e sparò in aria per la felicità. In poche parole, meglio non farli incazzare…

Autoritratto
I posti più belli, oltre spiagge e mare.
Andare in Corsica o in Sardegna solo per fare mare è per me estremamente limitativo, perché oltre alle loro fantastiche coste c’è un entroterra magico tutto da scoprire. Se avete abbastanza tempo, vi consiglio di farvi un giro per scoprirlo.

Foto Frederic
In Corsica le strade sono molto tortuose e strette, ma davvero molto belle e super panoramiche. Se percorse con la giusta prudenza e andatura vi godrete delle incredibili viste mozzafiato senza correre alcun rischio!

Foto Frederic
Tra le località che meritano una visita al tramonto o per cena ci sono Bonifacio, Ajaccio, Calvi, Sartene e Centuri.

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Ma non dimenticate Bastia.

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Vista dal traghetto può trarre in inganno, perché la sua cittadella antica è davvero incredibile e piena di magia, con le sue pittoresche stradine e palazzi colorati. Assolutamente da non perdere.

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Come da non perdere è la Sardegna autentica e meno modaiola, con luoghi davvero incredibili e pazzeschi, ad esempio la zona delle miniere nel Sulcis, con Porto Flavia, Pan di Zucchero, l’isola di Sant’Antioco, la splendida Ogliastra con le sue rocce rosse sul mare, Ulassai e la Stazione dell’Arte (museo d’arte contemporanea dedicato a Maria Lai).

Foto FFG
Per non dimenticare località splendide come Cagliari e Alghero, quest’ultima tappa obbligata non solo per chi vuole acquistare il famoso corallo rosso e mangiare aragosta, ma anche per tutti gli appassionati di moda. Entrare nell’atelier di Antonio Marras, vi assicuro è un’esperienza fantastica.

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Preferite il silenzio o la movida?
Certi luoghi rimangono impressi nella nostra memoria non solo per i colori, ma anche per i suoni. Il fruscio del vento. Il lieve infrangersi del mare sugli scogli. Il canto delle cicale. Le risate tra amici. Il tintinnnio dei calici di vino alzati in brindisi.

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Questi suoni sono la colonna sonora delle mie ultime estati, sia in Corsica che in Sardegna.

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Ricordo quando da ragazzo andai in vacanza a Porto Cervo con un mio caro amico francese, François. Eravamo giovani, squattrinati e felici. La notte dormivamo in sacco a pelo “à la belle etoile”, per fare economia e goderci le serate. Una mattina al bar incontrai la figlia di un sultano arabo ricchissimo, conosciuta nel college che frequentavo a Londra. La musica improvvisamente cambiò quando ci invitò a stare da lei. Quattro interi giorni da nababbi, con spiaggia privata, super yacht, camerieri e loft solo per noi. Entravamo ed uscivamo dai locali più esclusivi della Costa Smeralda ballando fino all’alba. Peccato che la festa sia durata molto poco. Il paparino di lei (il sultano) infatti, vedendo che tra me e sua figlia stava nascendo un’amicizia, ci invitò a ripartire, pagandoci persino il taxi fino a Cagliari (306 km per intenderci)!

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Questo per dire che ogni posto ha il suo sound, basta trovare quello giusto e nelle proprie corde. Se amate musica e divertimento, spiagge affollate e movida, allora optate per la Costa Smeralda.

Autoritratto
Se invece preferite i suoni della natura, sorseggiando un buon Cap Corse Mattei ammirando il tramonto, beh la Corsica è la destinazione perfetta per voi.

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Questo weekend, lascio a voi la scelta.
Sardegna e Corsica sono entrambe bellissime.

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Per farvele ammirare da vicino ho preparato due piccoli tour fotografici per farvi scoprire le loro infinite sfumature.

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Ogni volta che posterò una foto su Instagram e Facebook, vi chiederò di esprimere la vostra preferenza.

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Tuffatevi nel Blu. Oggi è FRAday!

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Andrea Lopez Agosto 16, 2024
Penso che con uno spirito avventuriero come il tuo, con la sensibilità e le esperienze che hai avuto, puoi davvero cogliere le sfumature e le differenti caratteristiche di questi luoghi meravigliosi che hai descritto. Solo immergendosi completamente nel tessuto socio/ambientale si può conoscere in profondità la storia e le radici che hanno condotto attraverso i secoli popoli e culture a diventare quello che sono oggi. Realtà peraltro sempre in movimento e mutevoli nel tempo, ma che pur sempre mantengono i loro colori, sapori e profumi, la loro essenza si respira nell’aria.
Ecco, per conoscere posti come la Sardegna e la Corsica, bisogna viverli, abbandonarsi, entrare in relazione con la gente. I viaggi che descrivi aiutano ad essere persone libere dalle paure, aperte alla conoscenza.
FFG Agosto 17, 2024
Grazie Andrea
FFG Agosto 19, 2024
Grazie Roberta, è sempre una grande emozione leggere i tuoi commenti
Roberta Agosto 18, 2024
Nei FRAday girovaghi come questo tu ricordi il viandante di Herman Hesse che in Storie di vagabondaggio, con il tuo stesso spirito inquieto di frontiera, di avventura e conoscenza, osservava e attraversava il mondo.
In questo ci fai fare un doppio splash in un Grand Bleu caleidoscopico di suoni, luci, sapori, sguardi, silenzi. Soprattutto dai ricordi del tuo cuore vagabondo che riaccende quelli di chi soltanto in un’isola, qui e là per il mondo, si sente libero. Qui poi le isole magiche sono due. O meglio sono tante isole in una, che rispecchiano le personalità di chi le abita e di chi le ama. Entrambe con lati corsari, selvaggi, scontrosi, misteriosi, austeri, sacrali. Lati che sembrano uniti da un sottile fil blue, simile all’infinito nastro di stoffa azzurro che proprio Maria Lai utilizzò per “legare” le case di Ulassai, per ridisegnare il suo paese e le relazioni tra chi lì vi abitava.
Nel tuo FRAday, invece, il fil bleu oltre le parole sono le tue fotografie che come la natura della terra di Corsica e Sardegna plasmate dai capricci del vento, non mancano mai di stupire e fanno viaggiare oltre l’orizzonte dell’immaginazione. Però sfogliando virtualmente con te i tuoi diari fotografici di viaggio ci chiedi di optare tra Corsica e Sardegna. Ma si deve proprio scegliere tra l’île de Beauté e l’isola creata dall’impronta di Dio? Si può davvero scegliere tra le emozioni?
Monica Settembre 3, 2024
❤️❤️❤️